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Teatro / PEITHO – Persuasione. Concerto di voci e suoni

Peitho ph. SHYLA NICODEMI
Peitho ph. SHYLA NICODEMI

Qual è il senso delle parole quando non portano a nessun fatto? Il teatro insegna da sempre che le parole sono azioni e che quando si prende parola, è per fare qualcosa. Eccoci a prendere parola con un gesto artistico che, lo sappiamo, non porterà a nessun fatto. Gli atti di violenza efferata contro civili e innocenti scandiscono i nostri giorni nonostante lo sdegno che si leva a gran voce. La Storia non cambia. Ciononostante noi vogliamo continuare ad indignarci, a raccontare, a cercare un’altra via.
Federica Fracassi e Irene Petra Zani

Carlo Michelstaedter nasce a Gorizia. Ha 23 anni quando si suicida nel 1910, dopo aver scritto La Persuasione e la rettorica, sua tesi di laurea. Il pensiero inquieto, tragico di questo giovane filosofo, anticipa quel sentire che diventerà collettivo pochi anni dopo, con lo scoppio della prima guerra mondiale. Incontrando la sua opera intuisco un profondo dialogo con il mio tempo e scrivo di Carlo come di un ragazzo che si uccide alla vigilia della Grande Guerra, per non obbedire agli insegnamenti ereditati dai Padri, che credono al valore assoluto della supremazia e alle armi come unico mezzo per ottenerla. Il ragazzo, così il suo nome nella finzione del testo, non vuole combattere. Non capisce perchè non sia possibile persuadere gli uomini alla pace e convoca Peitho, Dea della Persuasione del pantheon greco. Lei ha persuaso l’umanità alla barbarie fin dal tempo della Guerra di Troia, il Mito fondante della nostra civiltà, ma la Dea si discolpa. Il pubblico assiste a una apologia dove la Storia della violenza come principio che governa il Mondo, si intreccia con la storia del ragazzo friulano che, come un Oreste contemporaneo, sprofonda dentro se stesso e non trova alternativa al suo gesto estremo.
Irene Petra Zani

“La guerra è la morte dell’arte? Purtroppo, no. Anche se la guerra è la morte e l’arte è la vita esse convivono fin dall’Iliade, fin dall’Antico Testamento. Esiste un bisogno umano di esprimere in poesia anche le cose più atroci.” Così Primo Levi sopravvissuto ad Auschwitz e poi morto suicida.
Irene Petra Zani incontra la tragedia umana e intellettuale di Carlo Michelstaedter ridandole vita con un gesto artistico che ho subito trovato perfetto nella sua meccanica atroce e inesorabile, mascherata a tratti da una beffarda ironia. Carlo, il ragazzo, evoca la Dea della persuasione che vomita parole affilate come armi, mentre si discolpa incalzata da un coro di umani che si professano innocenti per le sorti che loro stessi impongono al mondo. Il rischio formale di questo progetto mi ha innamorata. Conoscevo la storia di Carlo per averla studiata a scuola. La sua coerenza mi è sempre parsa terribile e al tempo stesso gloriosa. Sono certa che l’arte debba raccontare anche il male e le nostre parti oscure ed è raro trovare scritture così potenti e lucide che tengono sapientemente in pugno ciò che quasi non si riesce a dire. Ho immaginato un ambiente crudele, spietato, un paesaggio devastato e sospeso agito da voci e da suoni. Il sound artist Shari DeLorian, che ha naturale sintonia con questa materia, è il nostro coro. Dimitrios Papavasiliu è Carlo: come lui parla e scrive in greco. Parole come propaganda, parole come poesia, parole come partiture, come proiettili che continuano a ferire.
Federica Fracassi

Prenotazioni qui.

PEITHO – Persuasione
concerto di voci e suoni
un progetto di Federica Fracassi e Irene Petra Zani 
testo Irene Petra Zani
concept Federica Fracassi
con Federica Fracassi, Dimitrios Papavasiliu e Shari DeLorian
sound artist Shari DeLorian
sculture dall’ opera Branco di Velasco Vitali
foto Samuele Pellecchia
cura Teatro di Dioniso | Nicoletta Scrivo
e Associazione Culturale Tinaos
in collaborazione con Stanze – teatro fuori dai teatri, diretto da Alberica Archinto

Federica Fracassi
Interprete sensibile alle nuove drammaturgie, votata a scritture visionarie, feroci, poetiche classiche e contemporanee, fin dagli esordi disegna un percorso indipendente nel panorama del teatro di ricerca. In teatro lavora, tra gli altri, con Renzo Martinelli (con cui fonda Teatro i a Milano, una factory del contemporaneo attiva per diciotto anni), Valter Malosti, Antonio Latella, Sonia Bergamasco, Pier Lorenzo Pisano e Valerio Binasco, che la dirige nel pluripremiato Le Sedie di Eugène Ionesco prodotto dal Teatro Stabile di Torino.  E’ protagonista di percorsi scenici articolati dedicati alla scrittura di Antonio Moresco, Massimo Sgorbani, Giovanni Testori, Henrik Ibsen.  Di recente firma insieme a Fanny & Alexander un progetto su Trilogia della città di K. di Agota Kristof, di cui è protagonista nel ruolo della scrittrice, prodotto da Piccolo Teatro di Milano e vincitore del Premio ANCT 2024 e di 5 Premi Ubu 2024 (miglior spettacolo, regia, scene, luci, progetto sonoro).  È interprete de La vita che ti diedi, di Luigi Pirandello con la regia di Stéphane Braunschweig prodotto dal Teatro Stabile di Torino e del progetto internazionale Il Vertice diretta dal maestro Christoph Marthaler.Tra le esperienze cinematografiche più significative spicca la sempre rinnovata collaborazione con il maestro Marco Bellocchio. Ha ricevuto numerosi premi tra cui: Menzione d’onore e Premio Eleonora Duse, Premio Ubu, Maschere del Teatro Italiano, Premio San Ginesio all’arte dell’attore, Premio Hystrio 2021 all’interpretazione.

Irene Petra Zani
drammaturga diplomata alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi e tradotta in inglese, francese, catalano, romeno e greco. Tra i suoi testi, In the Pink vince il Secondo Premio al Premio InediTO 2024, è finalista al Mario Fratti Award 2024 di New York, segnalato al Premo Podium 2024, Menzione Speciale al Premio Trame Contemporanee 2023, secondo classificato al conTest Amleta 2023 e selezionato per il progetto internazionale PLAYGROUND 2024/2026 di PAV e Fabulamundi Playwriting Europe. Con PEITHO – Persuasione vince il bando Futuro Passato 2024 di Tinaos e CSS Teatro stabile di innovazione del FVG e il premio di produzione di FESTIL. Con Il Bambolo (El Nino) nel 2019 è due volte in residenza alla Sala Beckett – Obrador Internacional di Dramatùrgia di Barcellona e, sempre in Spagna, il testo vince il Premi Born de Residencia Teatral 2020. Lo spettacolo è rappresentato in diversi teatri della Catalogna e delle Baleari. In Italia è prodotto da Argot Teatro e Infinito Produzioni in collaborazione con PAV/Fabulamundi Playwriting Europe ed è selezionato per il Festival Todi Off 2021, per il Festival Trame d’ Autore 2021 al Piccolo Teatro Grassi di Milano e gira diversi teatri, tra i quali il Teatro Franco Parenti. Tra gli altri lavori: Hotel Dalida, in anteprima al Festival Lecite Visioni 2025 al Teatro Filodrammatici di Milano, debutta al Campania Teatro Festival 2025; con Plumcake è selezionata da Martin Crimp alla Biennale Teatro 2021; Sul Principio del Precipizio è prodotto per Intercity Festival 2021 e Teatro delle Donne, Bastarda per il Festival MilanOltre 2017. Tra il 2018 e il 2020 fa parte degli autori/autrici del progetto Playstorm di Fausto Paravidino per il Teatro Stabile di Torino.

Shari DeLorian
è un artista e sound designer con base a Milano.​Con una formazione accademica in cultura dell’Europa orientale, la sua ricerca interdisciplinare sull'iconografia, la storia e la musica di questa area ha ispirato numerosi esperimenti sonor​o. La sua pratica combina registrazioni sul campo, manipolazioni radicali del segnale audio, strumenti​ acustici antichi e artigianali e spazializzazione del suono, attingendo alle influenze dell​' avanguardie del XX secolo. Le sue produzioni, frutto di un lavoro sia individuale che collaborativo, sono state pubblicate da​ etichette discografiche italiane e internazionali, contribuendo a progetti di ricerca sonora e sperimentazione elettroacustica. Collabora con il teatro come sound artist, esibendosi – tra gli altri- al Piccolo Teatro di Milano, al​ Teatro dell’Elfo, al PAC – Padiglione d'Arte Contemporanea, alla Triennale Milano. Dal 2011 dirige il Blau Recording Studio dove si occupa di registrazione, post-produzione e sound​ design. Dal 2023 è Head of Sound della rivista Lucy – Sulla Cultura. Dal 2013 insegna Storia della Musica e Sound Design in varie accademie italiane.

Dimitrios Papavasilìu
Dimitrios I. Papavasilìu è un attore nato ad Atene. Ha studiato presso l’Accademia Teatrale Veneta e all’Università Ca’ Foscari di Venezia, conseguendo una laurea in Lingue e Letterature Moderne e Contemporanèe. Dopo gli studi, torna in Grecia e inizia la sua collaborazione con il Teatro Attis di Theodoros Terzopoulos, durata di circa tre anni. In questo periodo partecipa agli spettacoli Noi di Evgenij Zamjatin e La Missione di Heiner Müller, diretti da Savvas Stroumpos. Successivamente lavora come attore al Teatro Nazionale della Grecia nello spettacolo Salomè, diretto da S. Litinas.Seguono altre collaborazioni teatrali: I sette impiccati di Leonid Andreyev per la regia di K. Gogoulos, Antonio o il messaggio di Loula Anagnostaki con la compagnia “Orchestra delle Piccole Cose” e La Volontà, scritto e diretto da César Brie, tratto dalla vita di Simone Weil (1909- 1943).Parallelamente, continua a lavorare con compagnie italiane. Partecipa allo spettacolo Giulio Cesare, diretto da Daniele Salvo, presso il Gigi Proietti Globe Theatre Silvano Toti.Nel giugno-luglio 2023 viene selezionato per partecipare al Biennale Teatro College di Venezia, seguendo il seminario di Monica Capuani e Francesco Morosi.Nel novembre 2024 conclude la sua collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova, interpretando il ruolo del “fratello” in Roberto Zucco di Bernard-Marie Koltès, per la regia di Giorgina Pi. Lo spettacolo debutta al RomaEuropa Festival di Roma (Teatro Vascello, 25 ottobre 2024) e va in scena anche al Teatro Nazionale di Genova, al Teatro Metastasio di Prato (Firenze) e all’Elfo Puccini di Milano.Traduce testi teatrali dall’italiano al greco. Finora ha tradotto opere di Fausto Paravidino (La malattia della famiglia M), César Brie (La Volontà , 120 chili di jazz, In Dolore, Orfeo ed Euridice), Ricci/Forte (Matria), Tindaro Granata (Dedalo e Icaro), Nicolò Sordo (Ok boomer, anche io sono uno stronzo), ecc.

  • Organizzato da: IIC Parigi
  • In collaborazione con: Stanze - teatro fuori dai teatri