Mario Soldati (1906-1999) è stato uno degli scrittori italiani contemporanei più tradotti in Francia. Romanziere prolifico, ha visto venti dei suoi libri pubblicati dai maggiori editori francesi tra il 1947 e il 2012. Come Pier Paolo Pasolini, ha saputo affiancare alla scrittura una brillante attività cinematografica, dirigendo oltre trenta film nell’arco di vent’anni.
Il volume Cinématographe. Récits, propos, portraits, curato da Domenico Scarpa e pubblicato nella collana «Cahiers de l’Hôtel de Galliffet», raccoglie i principali scritti di Soldati sul cinema, restituendo la ricchezza e la varietà del suo sguardo sulla settima arte. Vi si intrecciano la voce del narratore, acuto e inquieto indagatore dei sentimenti e dei dilemmi morali; quella del memorialista, che rievoca incontri, episodi e figure centrali della storia del cinema italiano, da Alida Valli a Federico Fellini, da Sophia Loren a Nino Rota e Stefania Sandrelli; e quella del critico e dello spettatore esperto, capace di osservazioni lucide, appassionate e talvolta polemiche.
Attraverso racconti, riflessioni e ritratti, emerge così il profilo di un intellettuale che ha attraversato letteratura e cinema con uno sguardo personale e indipendente, facendo della scrittura cinematografica uno spazio privilegiato di osservazione del proprio tempo e delle sue trasformazioni.
A discutere del volume e dell’opera di Soldati saranno i critici Jean A. Gili, René Marx e Domenico Scarpa.
Il dibattito sarà moderato da Paolo Grossi («Cahiers de l’Hôtel de Galliffet»).

Edizione a cura di Domenico Scarpa.
Traduzione dall’italiano di Frédéric Sicamois. Collana «Cahiers de l’Hôtel de Galliffet».