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Teatro / “Madri” di Diego Pleuteri

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Madri di Diego Pleuteri è un’indagine sull’intimo, sul pudore, sull’identità, articolata attraverso il rapporto di un figlio, che ha da poco lasciato la casa in cui è cresciuto, con sua madre, una donna attorcigliata nei suoi pensieri. Ed è su questo ingarbugliarsi ossessivo del pensiero che il testo si fonda. Il limite fra ciò che è detto e ciò che è pensato va via via assottigliandosi, fino a diventare indistinguibile. Fino al punto in cui i pensieri e i sogni occupano e rubano lo spazio stesso alla realtà. Il dolore esistenziale che lega l’uno all’altra come un sorta di eredità, è rimosso, dimenticato. Di quel dolore rimane solo la superficie, parole leggere, racconti, eppure serpeggia come un fantasma, manifestandosi a sprazzi, in immagini che nemmeno loro riescono a identificare.
La lingua di Pleuteri è al tempo stesso molto quotidiana e molto curata, e il suo meticoloso lavoro sul ritmo delle battute dà vita a personaggi che sembrano fluttuare in una realtà che li supera.

Testo di Diego Pleuteri
con Valentina Picello e Vito Vicino
regia Alice Sinigaglia
Produzione La Corte Ospitale
Versione italiana sovratitolata in francese

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