Tra le mura del Monastero di Santa Cecilia in Trastevere, nel cuore di Roma, si rinnova ogni anno una tradizione secolare: a gennaio, due agnelli appena nati, dopo essere stati ornati e benedetti, sono affidati alle cure di una delle monache di clausura. La donna se ne occupa con la tenerezza di una madre, accudendoli e nutrendoli. La presenza degli animali ha uno scopo preciso: con la loro lana le monache tessono il pallio che il Pontefice indossa il 29 giugno, solennità dei Santi Pietro e Paolo. Nell’Anno Santo 2025, mentre il rito si compie, il Papa si ammala improvvisamente…
Agnus Dei, primo documentario del regista Massimiliano Camaiti, è stato presentato all’82esima mostra di Venezia nel quadro della Biennale College Cinema, iniziativa creata nel 2012 che promuove nuovi talenti per il cinema offrendo loro di operare a contatto di maestri, per la realizzazione di lungometraggi a micro budget. La regista e sceneggiatrice Audrey Diwan, Lione d’oro 2021 per L’événement. 12 settimane e madrina dell’edizione 2024-25 della Biennale College Cinema, presenterà la proiezione assieme al regista.
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Dopo la laurea in Economia, Massimiliano Camaiti decide di intraprendere la strada del cinema. Lavora sul set di vari registi, fra cui Carlo Verdone e Silvio Soldini, prima di iniziare a dirigere delle seconde unità in alcune serie tv italiane; tra queste la prima stagione di Romanzo Criminale – La Serie, di Stefano Sollima. Intanto, i suoi cortometraggi partecipano a svariati festival: Armando (2006) è nominato ai David di Donatello; L’amore non esiste (2008) gira in più di cinquanta festival internazionali. Nel 2009 il premio Oscar Gabriele Salvatores lo seleziona per il progetto perFiducia: il cortometraggio L’ape e il vento riceve due Menzioni ai Nastri d’Argento e un Globo d’oro della stampa estera italiana. Nel 2013, da artista residente all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, gira in francese il cortometraggio Mathieu. Il suo primo lungometraggio di finzione, Sulla stessa onda, è un film originale Netflix. Agnus Dei è invece il suo primo documentario, presentato all’82esima mostra di Venezia, con un’uscita in sala ad aprile.
La scoperta di questa tradizione è avvenuta per caso, mentre camminavo davanti alla Basilica di Santa Cecilia a Trastevere. Vedere due agnelli ricoperti di fiori, festeggiati con entusiasmo dalle monache prima di essere benedetti da un prete, è stata una sorta di rivelazione. È lì che è nata l’idea di seguire il viaggio dei due animali: dalla nascita fino al compiersi del rito che trasforma la loro lana in un paramento destinato a essere indossato dal papa. Gli agnelli ci hanno aperto le porte di un universo segreto, scandito da un altro ritmo, da un respiro differente, che neppure l’ingresso improvviso della Storia è riuscito a scalfire: alla notizia della morte di papa Francesco, nonostante la commozione, le attività delle monache non si sono fermate che per qualche ora. La vita nel monastero è poi ripresa uguale e immutabile, come sempre nel corso dei secoli.
Massimiliano Camaiti
