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Canto delle Creature. Concerto di boschi, pascoli e cuori

8.Canto delle Creature_Rondoni

Un progetto originale di Ambrogio Sparagna

con l’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma : Ambrogio Sparagna, organetto e voce; Anna Rita Colaianni, voce; Alessia Salvucci, percussioni; Marco Iamele, zampogne e ciaramelle; Raffaello Simeoni, voce e flauti popolari

Con la partecipazione del poeta Davide Rondoni

Progetto Speciale per le Celebrazioni dell’Ottocentenario Francescano

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Il Canto delle Creature è un viaggio poetico musicale sulle orme di Francesco e del suo Cantico. Quel testo che il poeta santo e giullare scrisse in tre momenti della sua vita, concludendolo poco prima della morte, è la sintesi semplice e profonda della sua visione del mondo. Molti lo conoscono ma non lo hanno mai letto davvero. È urgente tornare a vedere cosa c’è in quelle parole e che esperienza indicano. Non solo sono tra le origini della letteratura europea, ma segnano una strada che vale anche oggi per l’uomo e per il suo rapporto con la natura contro tutte le ideologie e contro slogan e banalità. Nello spettacolo che Ambrogio Sparagna ha composto si viaggia danzando e cantando in quel testo e in tanti canti popolari che ne riecheggiano.

Nello spettacolo oltre alla riproposizione musicale integrale del Cantico delle creature, sono eseguite alcune laudi popolari legate al repertorio francescano tratte dagli antichi codici del Laudario di Cortona. Nel corso dei secoli il cantico francescano ha generato nella tradizione italiana lo sviluppo di una ampia varietà di canti che ne hanno ampiamente utilizzato alcuni modi poetici come appare evidente nel repertorio delle laudi cinquecentesche attribuite a San Filippo Neri e nelle canzoncine spirituali settecentesche di Sant’Alfonso Maria dei Liguori.

Ambrogio Sparagna ne ha elaborate alcune fra le più significative, come le filippine Chi vuol salire in cielo, Vanità di vanità, Lodate Dio e quelle in dialetto napoletano antico come Viene Suonno, E ninnillo mio si tu, Oggi è nata na nennella.  Le musiche degli strumenti musicali e le voci e le danze della tradizione, guidati dall’organetto di Ambrogio Sparagna, insieme agli interventi del poeta Davide Rondoni, generano tutte le volte uno straordinario concerto di boschi musicali, pascoli sonori e cuori vibranti.

“C’è una musica nel mondo, ma se non canti non la senti”, dice il poeta. Da sempre l’essere umano in mezzo alla natura canta. Con timore a volte, a volte con meraviglia. Da sempre l’uomo canta lavorando, camminando, accompagnando i morti, amando. Unisce il suo canto a quel che egli stesso chiama canto delle acque, delle fronde, delle bestie, dei venti e di tutte le creature. Nel “Canto delle creature” che trovò in Francesco d’Assisi un grande interprete e poeta, prendono voce alberi, stelle e animali, insieme a pastori, contadini, ragazze e ragazzi innamorati, madri, marinai, ladri e santi. Perché con la Natura non ci può essere armonia, né rispetto, se non si ascolta e non si canta insieme.

  • Organizzato da: Istituto italiano di Cultura di Parigi
  • In collaborazione con: Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica di Roma