Il gioiello come opera d’arte tra musei, collezioni e mercato
Paola Stroppiana, storica dell’arte, dialoga con Diane Venet, collezionista, e Esther de Beaucé , gallerista.
Dagli anni Trenta del Novecento a oggi il gioiello d’artista si è affermato come linguaggio autonomo, intellettuale e identitario, opera d’arte in sé compiuta. Paola Stroppiana, storica dell’arte, giornalista e studiosa del gioiello d’artista, ne ripercorre la storia con un focus sui maestri italiani: da Lucio Fontana ad Arnaldo Pomodoro e Gio Pomodoro, sino a Giuseppe Penone e Giulio Paolini; l’orizzonte si amplia a figure internazionali come Man Ray, Lee Ufan, Joanna Vasconcelos.
Ospite d’eccezione è Diane Venet, la cui straordinaria collezione di gioielli d’artista ha contribuito in modo decisivo alla codificazione di questo linguaggio a livello internazionale. Accanto a lei, Esther de Beaucé, titolare della galleria MiniMasterpiece di Parigi, interverrà sul dialogo tra musealizzazione, mercato e ricerca.
Tra memorie e incontri, arte e impresa, il panel indaga il ruolo del collezionismo e delle istituzioni nel riconoscere al gioiello il suo statuto di opera d’arte. Un confronto a più voci per comprendere come il gioiello d’artista, scultura indossabile, continui a raccontare la storia dell’arte attraverso il dialogo con il corpo.
Incontro organizzato nell’ambito della Giornata nazionale del Made in Italy.

(c) Lowell Nesbitt, Lily – 1972 collana – oro e smalto, 21 x 16 cm
GEM GianCarlo Montebello, Milano
Collezione Diane Venet