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Arte e Scienza / Destiny / Arianna Carossa e Germano Cecere

william semeraro

L’Istituto Italiano di Cultura ha il piacere di presentare, in collaborazione con l’Istituto Pasteur e l’Ambasciata d’Italia in Francia, il libro Destiny, nato dalla collaborazione tra l’artista italiana Arianna Carossa, attualmente in residenza presso il nostro Istituto, e lo scienziato e ricercatore Germano Cecere, curato da Rossella Farinotti e Jamie Kulhanek.

Il Progetto Destiny prende avvio dall’epigenetica, disciplina che indaga come le esperienze, positive o negative, possano attraversare le generazioni, iscrivendosi nella materia stessa del corpo. Si è sviluppato nel corso del 2025 all’interno del Laboratorio sui Meccanismi dell’Ereditarietà Epigenetica dell’Istituto Pasteur, diretto da Germano Cecere, che studia infatti come specifici messaggeri molecolari – minuscole molecole di RNA presenti all’interno delle nostre cellule – possano viaggiare dal corpo alle cellule riproduttive e plasmare i tratti della generazione successiva.

Se ciò che siamo non è più soltanto il risultato del DNA, ma anche della società, dell’educazione e ora delle esperienze ereditate, dove si colloca il soggetto? Dove si apre lo spazio del noi?
Destiny interroga il punto in cui la libertà sembra ridursi a una variazione minima all’interno di una struttura già tracciata. Se il corpo conserva memoria prima della coscienza, se la biologia anticipa la scelta, quale forma può ancora assumere il libero arbitrio?
La domanda non è se siamo determinati, ma quanto. E soprattutto: è possibile ridefinire, anche impercettibilmente, i confini di ciò che ci precede?
In questo senso, Destiny non si oppone al destino né lo accetta come una condanna. Lo osserva come una gabbia porosa: un sistema di vincoli che non annulla la possibilità del gesto, ma ne ridisegna continuamente i margini, collocandosi in quello spazio instabile in cui la libertà non è data, ma continuamente negoziata.

La mostra di Arianna Carossa, allestita direttamente all’interno di un laboratorio scientifico funzionante, piuttosto che in una galleria convenzionale, comprende installazioni, dipinti e assemblaggi scultorei che incorporano materiali provenienti da tutto il campus dell’Institut Pasteur, insieme a calchi del corpo dell’artista. È stata presentata per la prima volta durante le Giornate Europee del Patrimonio del 2025 e da allora il progetto ha assunto una forma più consistente nella pubblicazione Destiny che riunisce le riflessioni dei principali collaboratori insieme a un contributo filosofico che offre una prospettiva esterna sull’incontro tra pratica artistica e ricerca scientifica.

In presenza di:

Arianna Carossa,  Artista
Germano Cecere, Direttore del Laboratorio sui Meccanismi dell’Ereditarietà Epigenetica dell’Istituto Pasteur
Marco Borra, Addetto Scientifico dell’Ambasciata d’Italia in Francia
Rossella Farinotti e Jamie Kulhanek, Co-curatrici del progetto
Filippo Buccheri, storico e filosofo

Arianna Carossa, nata a Genova, vive e lavora a New York. Ha iniziato la sua carriera come pittrice, espondendo per la prima volta nel 1999 alla Arc Gallery di Chicago. In seguito, alla Biennale d’Arte Contemporanea di San Pietroburgo, alla Direzione del Museo dell’Hermitage, alla Biennale degli Artisti del Mediterraneo in Tunisia; ha lavorato a Londra con la Fondazione Dostojesky. Nel suo lavoro si avvale di una vasta gamma di tecniche diverse, come pittura, scultura, performance e video. Nel 2014 ha pubblicato il libro “L’estetica della mia scomparsa”, edito dal MoMA/PS1. Ha partecipato al 60° Premio Faenza per la ceramica presso il museo MIIC, ha esposto a Documenta 11 Kunstbalkon di Kassel, al MACRO di Roma, al Lower Manhattan Council di New York, alla Fondazione Antinori di Firenze, al Vittoriano di Roma, al Museo di Villa Croce di Genova, al Museo delle Miniere di Città del Messico, all’Istituto Italiano di Cultura in Messico e a New York City, Ps1 New York. Ha ricevuto il primo NYFA di New York City nel 2020.

Germano Cecere è biologo molecolare e direttore di ricerca presso l’Istituto Pasteur di Parigi, dove dirige il Laboratorio sui Meccanismi dell’Ereditarietà Epigenetica. Ha conseguito la laurea triennale in Biotecnologie presso l’Università di Napoli “Federico II” nel 2004 e il dottorato di ricerca in Genetica e Biologia Molecolare presso l’Università di Roma “La Sapienza” nel 2008. Durante gli studi universitari, Germano è rimasto affascinato dal mondo dei piccoli RNA e dal fenomeno dell’interferenza dell’RNA. Dopo aver completato il dottorato, si è trasferito alla Columbia University di New York, dove ha utilizzato il nematode C. elegans come organismo modello per studiare le funzioni epigenetiche dei piccoli RNA durante lo sviluppo, proseguendo la sua ricerca all’Istituto Pasteur dove lavora dal 2015.

Serata in lingua italiana e inglese.

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Crediti foto: William Semeraro

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