Questo sito utilizza cookies tecnici (necessari) e analitici.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookies.

OPERA D’ONORE / PINUCCIO SCIOLA / La natura scolpita: suono, pietre, memoria

ph. Dino Ignani_Archivio Fondazione Pinuccio Sciola

Per il ciclo Opere d’onore, l’Istituto italiano di cultura di Parigi, in collaborazione con la Fondazione Sciola, rende omaggio al grande scultore sardo Pinuccio Sciola, in occasione del decennale della sua scomparsa, ospitando, dal 30 settembre 2026 al 30 marzo 2027, tre delle opere più rappresentative della sua vasta produzione.

Il giardino dell’Hôtel de Galliffet sarà dimora temporanea di una monumentale Pietra Sonora in basalto, simbolo del rapporto tra suono e materia, delle Foglie morte (Les Feuilles Mortes), installazione di riferimento già presentata a Parigi nel 2004 nel Jardin du Luxembourg nell’ambito della manifestazione Éloge à la nature, e dei Semi della Pace, sintesi concettuale tra le più alte e compiute dell’opera di Sciola, ospitati anche nei Giardini del Quirinale a Roma.

Le opere in esposizione intendono mettere in luce il percorso artistico contemporaneo di Pinuccio Sciola e la profonda sensibilità nei confronti dell’ambiente naturale che lo ha condotto a sviluppare in scultura una poetica fondata sul rapporto tra l’uomo e la terra, sul rispetto che ogni essere vivente è chiamato ad avere nei confronti dell’universo vegetale e naturale, come condizione imprescindibile per una convivenza armonica.

Pinuccio Sciola (1942-2016), il cui vero nome è Giuseppe , nasce a San Sperate, in provincia di Cagliari, in una famiglia di contadini. Grazie a una borsa di studio, frequenta l’Istituto d’Arte di Cagliari, dando inizio a un percorso artistico che lo porterà a diventare uno dei più originali scultori sardi del Novecento. Sciola è celebre soprattutto per le sue Pietre Sonore: veri e propri monoliti in basalto o in calcare di Orosei, capaci di produrre suoni quando vengono accarezzati con le mani o con piccole pietre. La sua tecnica consiste nel praticare incisioni parallele sulla roccia, liberando quella che l’artista definiva la “voce interiore” della pietra. Sciola elaborò infatti la teoria secondo cui le pietre non sono materia inanimata, ma custodiscono la memoria della terra. I suoni prodotti, diversi a seconda della densità della pietra e del tipo di incisione, ricordano strumenti di legno, vetro, metallo o persino la voce umana. Nel corso della sua carriera, Sciola trasforma il suo paese natale, San Sperate, in un vero e proprio borgo-museo a cielo aperto, disseminato di murales, statue e pietre sonore. Partecipa alla Biennale di Venezia del 1976 e vi ritorna nel 2003 con l’esposizione Solo pietre. Nel 2002 Renzo Piano colloca una sua pietra sonora nel giardino dell’Auditorium Parco della Musica a Roma. Nel 2011 si dedica anche all’architettura, ideando La città sonora, presentata all’Istituto italiano di cultura di Madrid. L’anno seguente riceve da Giorgio Napolitano l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, e realizza le Colonne Infinite in omaggio a Gaudí. Firma anche scenografie teatrali, come quella per la Turandot di Puccini al Teatro Lirico di Cagliari. Pochi giorni prima della sua scomparsa, avvenuta a Cagliari nel 2016, partecipa a Roma a un ultimo evento pubblico, La Voce della Pietra – Il Mosè di Michelangelo e le Pietre Sonore di Sciola.

La Fondazione Pinuccio Sciola è nata il 22 luglio 2016 per opera dei figli dell’artista per tutelare e promuovere l’arte, il messaggio e le famose Pietre Sonore del celebre scultore. Gestisce anche il Giardino Sonoro, il luogo utilizzato dall’artista fin dagli anni sessanta come laboratorio e che è oggi un vero e proprio museo a cielo aperto che offre un percorso suggestivo tra le sue sculture.

Date e luogo di esposizione
30 settembre 2026 – 30 marzo 2027
Dal lunedì al venerdì
10.00–13.00 | 15.00–18.00

Giardino dell’Hôtel de Galliffet
50 rue de Varenne
75007 Parigi

photo credits (c) Dino Ignani_Archivio Fondazione Pinuccio Sciola

Con il sostegno di