In occasione della mostra Eterno Tintoretto, che verrà inaugurata il 10 settembre al Museo Jacquemart-André, l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi ha il piacere di accogliere i tre curatori della mostra, Giovanni C.F. Villa, Neville Rowley e Pierre Curie, per un incontro eccezionale con il pubblico.
La mostra, visitabile dal’11 settembre 2026 al 24 gennaio 2027, rende omaggio a uno dei principali esponenti del rinascimento italiano, Jacomo Robusti, detto il Tintoretto (1518/19-1594) e presenta per la prima volta in Francia una panoramica dell’intera carriera del pittore, dimostrando come la sua eredità artistica si estenda oltre i secoli e i confini, fino a farne un punto di riferimento per la pittura
francese del XIX secolo.
Artista complesso e inclassificabile, Tintoretto sviluppa un’opera tanto ammirata quanto controversa, caratterizzata da composizioni audaci, strutture prospettiche ardite, effetti di luce spettacolari e da quella vivacità del tratto che la tradizione definirà prestezza. Realizzando un originale connubio tra il disegno scultoreo dei maestri toscani, in particolare quello di Michelangelo che lo affascina, e il colorito veneziano di Tiziano, suo rivale, porta il Rinascimento veneziano al suo apice.
Con una quarantina di dipinti e opere grafiche provenienti da collezioni pubbliche e private, francesi, italiane e internazionali, la mostra propone un percorso articolato in diversi nuclei tematici, attraverso cui si coglie l’originalità e l’ampiezza dell’opera di Tintoretto.
I tre curatori illustreranno il percorso affascinante dell’artista, i temi principali di questa importante mostra parigina, dalle grandi composizioni religiose ai soggetti mitologici e ai ritratti, fino alla raccolta di disegni e studi autografi che mette in luce il ruolo fondamentale
del disegno nel processo creativo del Tintoretto.
Giovanni Carlo Federico Villa è direttore di Palazzo Madama a Torino e presidente dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Bergamo. È inoltre docente di storia dell’arte moderna presso l’Università degli Studi di Bergamo. Per le Scuderie del Quirinale a Roma, è stato curatore delle mostre “Antonello da Messina” (2006), “Giovanni Bellini” (2008), “Lorenzo Lotto” (2011), “Tintoretto” (2012) e “Tiziano” (2013). Ha inoltre curato numerose mostre in Italia e all’estero, in particolare a Parigi, Bruxelles, Canton, Mosca, San Pietroburgo, Riga, Suzhou, Tokyo, Erevan, Zara e Zagabria. La sua mostra “Europa”, dedicata ai valori fondanti dei popoli europei, è stata presentata in 44 paesi dei cinque continenti. È autore di oltre trecento pubblicazioni scientifiche e monografie di riferimento.
Neville Rowley è curatore dei dipinti italiani del XIV e XV secolo presso la Gemäldegalerie di Berlino. Insegna all’École du Louvre e all’Università Tecnica di Berlino. È stato curatore di numerose mostre, sia alla Gemäldegalerie e al Bode-Museum di Berlino, sia a Villa Medici e al Musée Jacquemart-André, tra cui la mostra “Giovanni Bellini. Influences croisées” nel 2023. Ha pubblicato numerosi libri e articoli specialistici sull’arte italiana del Rinascimento.
Pierre Curie è il curatore del Museo Jacquemart-André. Specializzato in pittura italiana e spagnola del XVII secolo, ha anche lavorato sulla pittura francese del XIX secolo al Musée du Petit Palais, dove ha iniziato la sua carriera di curatore. In seguito è stato nominato curatore dipinti all’Inventaire général e ha co-redatto e curato il Vocabulaire typologique et technique de la peinture et du dessin, pubblicato nel 2009. Nominato responsabile del settore pittura del dipartimento di restauro del Centre de recherche et de restauration des Musées de France nel 2007, ha coordinato e seguito importanti restauri di quadri di diversi musei nazionali (Leonardo da Vinci, Tiziano, Rembrandt, Poussin…). Pierre Curie è conservatore del Museo Jacquemart-André dal gennaio 2016 e, in tale veste, co-curatore di tutte le mostre del museo.
In partenariato con il Museo Jacquemart-André e Culturespace
Serata in lingua francese.
Tintoretto, Susanna e i vecchioni, 1555-1556 circa, olio su tela, 146 x 193,6 cm, Vienna, Kunsthistorisches Museum, Gemäldegalerie. Credito fotografico: ©KHM-Museumsverband