Piero Gobetti è stato un intellettuale capace di fondere con straordinaria intensità la passione politica e l’amore per il teatro. A cent’anni dalla scomparsa, Diego Pleuteri, Direttore artistico junior del Teatro Stabile di Torino e talento emergente nel panorama della scrittura in Italia, intreccia emozione e riflessione, riportando in vita, sulla scena, l’uomo dietro il simbolo dell’antifascismo. Gobetti considerava il teatro uno strumento di educazione civile, un luogo in cui la cultura diventava rivoluzione permanente, capace di formare coscienze critiche, ed è proprio da questa convinzione che nasce questo omaggio: non una celebrazione retorica, ma un percorso che restituisce energia, coraggio e urgenza di pensiero. Nella vita di Gobetti un posto centrale lo trovano l’amore ed il sodalizio con Ada Prospero, che sarà sua moglie, custodendo la memoria del giovane marito, e successivamente sarà una pioniera della pedagogia in Italia.
«Tutto in me è amore – dichiara Pleuteri – è una frase della moglie Ada a Piero. Nell’epistolario emerge il loro diverso modo di amarsi. Ada è passione, cita il cielo e le stelle; Piero le risponde sempre parlando di lavoro, la richiama al lavoro. Sembra freddo, ma è mosso da un amore verso una diversa possibilità di futuro. Bisogna amare molto l’umanità per lottare ed esporsi quanto si è esposto lui, che credeva in una rivoluzione liberale».
Annalena Benini proprio in occasione di Tutto in me è amore ha realizzato un breve ritratto di Ada e Piero, a partire dalle loro lettere: «Piero è “un ragazzo alto, magro, con una gran testa di capelli scaruffati biondo castani, un paio di occhiali di metallo sul naso aguzzo, e occhi vivacissimi e penetranti dietro le lenti”. Noncurante nel vestire, le tasche perennemente deformate dai libri, noncurante della casa modesta dei suoi genitori. Ada è minuta, «con le trecce sulle spalle, i grandi occhi pieni di fuoco, e tutto fuoco la parola, tutto ardore per i libri che le piacevano, o per quel mare, o per la musica».
Figlia unica anche lei, abitano nello stesso stabile, appartengono allo stesso ceto, ma con proiezione sociale diversa. Si sono fidanzati nel 1918, e da quel giorno hanno iniziato il loro calendario particolare: “Uno è il pensiero che mi tiene alla vita e alla mia umanità attraverso le ricerche e le meditazioni e le astrazioni: e quest’uno è il pensiero di te”. Questa non è solo la storia di un grande e giovane amore, ma di un sodalizio intellettuale e di una crescita civile, culturale e spirituale per entrambi. Scriverà Ada Gobetti: “Ti ho lasciato partire sorridendo perché così voleva il nostro amore: e il nostro amore era ciò che di più bello eravamo riusciti a costruire, era il sole della nostra vita”».
TUTTO IN ME È AMORE
SUL “CORPO POLITICO” DI PIERO GOBETTI
testo e mise en espace di Diego Pleuteri
con Alessandro Glorioso, Andrea Madaro, Edda Marrone
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
Spettacolo in italiano sovratitolato in francese
