Camille Claudel (1864-1943), scultrice geniale e incompresa, fu tra le prime ad esprimersi attraverso una forma d’arte fino allora maschile. Consumata dalla passione amorosa per il suo maestro e amante Auguste Rodin. l’artista fu rinchiusa in manicomio dalla stessa madre con l’aiuto del fratello, l’illustre scrittore e diplomatico Paul Claudel, dove muore dimenticata da tutti.
Dacia Maraini scrive per Mariangela D’Abbraccio un testo teatrale che attraversa l’arte e la tragica vita della grande scultrice che D’Abbraccio trasforma in un assolo potente e intimo.
Un monologo che racconta il genio, la passione e la follia di una artista che ha sfidato convenzioni e destino.
Spettacolo in lingua italiana.
Testo di Dacia Maraini
Interprete : Mariangela D’Abbraccio
Regia: Francesco Tavassi
Produzione: La fabbrica dell’attore – Teatro Vascello