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Vernissage / Arte contemporanea / Identità Oltre Confine

Elisa Montessori, Disegni, 2003 (dettaglio) – foto (c) Giorgio Benni
Elisa Montessori, Disegni, 2003 (dettaglio) - foto (c) Giorgio Benni

Identità Oltre Confine, progetto espositivo promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per i 25 anni della Collezione Farnesina, propone una riflessione ampia e stratificata sul concetto di identità in un presente segnato da crisi ecologica, migrazioni, instabilità geopolitiche e fratture culturali.

All’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, negli spazi dell’Hôtel de Galliffet, il progetto entra in dialogo con un contesto profondamente segnato dalla storia rivoluzionaria francese e dalla sua lunga tradizione di dibattito politico, culturale e intellettuale. In una città che ha fatto della trasformazione sociale e della ridefinizione dei diritti uno dei motori della propria identità, la mostra si inserisce come spazio di riflessione sulle dinamiche attraverso cui le identità individuali e collettive si costruiscono e si ridefiniscono nel tempo. Parigi diventa, così, un laboratorio culturale privilegiato per indagare le relazioni tra memoria storica e presente, tra appartenenza e mobilità, tra eredità culturale e processi di traduzione contemporanea. Il dialogo intergenerazionale tra artisti e artiste attiva nuove forme di resistenza simbolica, immaginazione e rilettura della storia.

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L’opera Fibonacci di Mario Merz apre il percorso con la forza di un’immagine utopica e transnazionale: la spirale numerica diventa metafora di una conoscenza organica, non gerarchica, che si espande per connessioni e ramificazioni. Attorno a questo nucleo si articolano tre sezioni tematiche – Radici di resistenza, Ecologie instabili, Geografie del distacco – che affrontano le tensioni del contemporaneo da prospettive radicali e plurali.

In Radici di resistenza, corpo e linguaggio diventano strumenti di emancipazione. Le opere di Tomaso Binga, Carla Accardi, Ketty La Rocca, Maria Lai ed Elisa Montessori, figure cardine dell’avanguardia femminile italiana, dialogano con quelle di Elena Bellantoni, Silvia Giambrone, Marinella Senatore e Loredana Di Lillo. Ne scaturisce una trama di genealogie critiche, dove la sovversione non è memoria ma pratica viva: atti che scompongono, riscrivono e performano nuovi alfabeti della disobbedienza.

La sezione Geografie del distacco affronta la frattura come esperienza esistenziale e culturale. Nella tappa parigina della mostra, questa sezione si arricchisce di una selezione di opere delle artiste Marta Roberti e Paola Gandolfi, lavori che non appartengono alla Collezione Farnesina ma che sono stati appositamente selezionati e presentati in dialogo con gli spazi dell’Istituto. Entrambe le artiste, appartenenti a generazioni differenti, introducono nel loro corpus di opere, figure sospese tra umano e non umano: corpi ibridi, presenze liminali e immaginari in trasformazione che interrogano l’identità come condizione fluida, migrante, in continuo divenire.

In Ecologie instabili, il paesaggio è inteso non come sfondo ma come organismo vulnerabile: un ecosistema ferito e in trasformazione. Le artiste Letizia Battaglia, Silvia Camporesi, Elena Mazzi e Laura Pugno affrontano la natura come luogo di crisi e di possibile rigenerazione, invitando a riflettere sulla responsabilità dello sguardo e sulla necessità di immaginare nuove forme di coesistenza. In questa sezione è inserita, anche l’opera di Iginio De Luca, recentemente entrata nella Collezione Farnesina.

Infine, la poesia Io sono una carta (1976) di Tomaso Binga, presentata in forma installativa e sonora, intreccia corpo, linguaggio e politica, configurandosi come un atto di resistenza poetica. Nel contesto parigino, segnato da profonde trasformazioni sociali e dalla memoria delle rivolte del 1968, la voce di Tomaso Binga assume una risonanza particolare. Il suo lavoro, che attraversa poesia visiva, performance e sperimentazione linguistica, mette in discussione le strutture del linguaggio e del potere, aprendo uno spazio in cui l’identità si configura come luogo di resistenza e di affermazione critica.

 

Progetto espositivo sotto la curatela di Benedetta Carpi de Resmini

Dal 10 aprile al 1° giugno 2026

Dal lunedì al venerdì, 10:00-13:00 / 15:00-18:00

Chiusura il 1°, 8 e 14 maggio

 

Questo evento è programmato nel quadro delle celebrazioni del 70° anniversario del Gemellaggio Roma-Parigi

  • Organizzato da: Istituto italiano di Cultura di Parigi
  • In collaborazione con: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale