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Vitaliano Trevisan, una lunga successione di false partenze

Vitaliano Trevisan (c) Tiziana Cera Rosco
Vitaliano Trevisan (c) Tiziana Cera Rosco

In occasione dell’uscita del romanzo autobiografico Works (Premio Sila ’49 nel 2016) nella traduzione francese edita da Verdier, L’Istituto Italiano di Cultura ha l’onore di accogliere un incontro attorno all’opera del romanziere, drammaturgo e attore Vitaliano Trevisan, scomparso nel 2022. I traduttori del capolavoro dell’autore, Christophe Mileschi (Université Paris X-Nanterre) e Martin Rueff (Università di Ginevra), dialogheranno con Andrea Cortellessa, critico letterario e professore di letteratura italiana contemporanea (Università Roma Tre) e con Giorgia Bongiorno e Laura Toppan, docenti all’Université de Lorraine.

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Romanzo-monstre, Works racconta il Nordest dagli anni Settanta agli anni Novanta. Trevisan offre uno spaccato delle mutazioni politiche, sociologiche e lavorative dell’Italia osservate da un « apprendista-scrittore » attraverso un’interminabile serie di assunzioni e licenziamenti. Grazie al prisma del lavoro, l’autore riflette sulle menzogne della modernità ma anche sulla sua vita : il fallimento dell’amore, le dinamiche di potere di ogni relazione, la storia familiare che, come per ogni famiglia, è anche « una storia di soldi ».

Vitaliano Trevisan (Sandrigo, 1960 – Crespadoro, 2022) ha pubblicato per Einaudi I quindicimila passi, un resoconto (2002, Premio Campiello France 2008), Un mondo meraviglioso, uno standard (2003), Shorts (2004, Premio Chiara), Il ponte, un crollo (2007 e 2022), Grotteschi e Arabeschi (2009), Works (2016 e 2022), Black Tulips (2022). Per il teatro ha scritto Il lavoro rende liberi, messo in scena nel 2005 da Toni Servillo, Due monologhi (2009) e Una notte in Tunisia (2011). Al cinema, è stato sceneggiatore e attore in Primo amore di Matteo Garrone (2004).

  • Organizzato da: Istituto italiano di Cultura di Parigi