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Opera d’onore / Il Re di Roma di Giacomo Spalla (1812)

Invitation iicparis (5)

IL RE DI ROMA

Giacomo Spalla (Italia, 1776–1834)

Ritratto di Napoléon-François-Joseph-Charles, figlio di Napoleone I, Roi de Rome
Busto in marmo bianco poggiante su erma originale
Firmato e datato sul lato sinistro del busto:
SPALLA. Scolpì dal vivo per Napoleone I, 1812
Collezione privata

Opera d’Onore dell’Institut culturel italien de Paris
30 gennaio – 18 dicembre 2026

Questa presentazione si inserisce nel quadro delle celebrazioni per il 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi (1956–2026). Avviato nel 1956, il patto tra le due capitali ha rappresentato nel tempo un modello di cooperazione culturale, diplomatica e artistica, fondato su una comune eredità storica e su un dialogo costante tra Italia e Francia. Nel 2026, un articolato programma di iniziative congiunte celebra questo legame, di cui l’Opera d’Onore dedicata al Re di Roma costituisce una tappa significativa.


Il soggetto e il contesto storico

L’opera raffigura Napoléon-François-Joseph-Charles Bonaparte (1811–1831), unico figlio che l’imperatore Napoleone I ebbe da Maria Luisa d’Austria. Nato alle Tuileries il 20 marzo 1811, gli fu attribuito sin dalla nascita il titolo di Re di Roma, poiché nel 1809 l’Urbe era stata annessa allo Stato francese ed era diventata la “seconda capitale dell’Impero”.

Dopo l’infanzia a Parigi, visse durante l’adolescenza a Vienna. Dai documenti ufficiali può essere definito come Napoleone II, Imperatore dei Francesi dal 22 giugno al 7 luglio 1815, titolo che sarebbe andato perduto con la caduta definitiva dell’Impero. Morì di tisi il 22 luglio 1831 a soli 21 anni; le sue spoglie furono traslate a Parigi e oggi riposano a Les Invalides, accanto alla tomba del padre.


Il busto e l’artista

I maggiori artisti attivi alla corte imperiale furono subito chiamati a ritrarre il neonato, e i ritratti “scolpiti” conobbero una grande diffusione.

Giacomo Spalla, allievo di Canova, si poteva fregiare del titolo di “Scultore di Napoleone I” poiché era stato nominato “Scultore di Sua Maestà Imperiale nei Dipartimenti d’Oltralpe” e “Conservatore del Museo e Guardiano dei marmi”. In tale veste promosse l’attività delle cave di marmo piemontesi e realizzò numerosi busti della Famiglia imperiale, oltre a bassorilievi celebrativi delle grandi battaglie napoleoniche.

Meno note sono le vicende di questo delizioso busto del Re di Roma, che viene esposto qui per la prima volta al pubblico. Della scultura è stato a lungo difficile ricostruirne la storia, al punto che si è ritenuto fosse andata perduta, come sostenuto nel 1964 da Gérard Hubert, uno dei massimi studiosi della scultura napoleonica, nel volume La sculpture dans l’Italie napoléonienne.