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Inaugurata la mostra “Œdipe. L’abîme de l’âme” e le opere d’onore di Boccioni e Pomodoro

Forme uniche della continuità nello spazio (1913) di Umberto Boccioni

La folla delle grandi occasioni ha presenziato giovedì 1 febbraio a un evento di rilievo. Il Ministro Sangiuliano e l’Ambasciatrice D’Alessandro hanno espresso la loro soddisfazione verso la trasformazione dell’Hôtel de Galliffet, diretto da Antonio Calbi, in uno dei luoghi più vivaci della scena parigina, avamposto d’eccezione per riscoprire l’arte e la cultura italiana e conoscere nuovi talenti.Presentate due Opere d’onore e una mostra sul mito di Edipo. Di Arnaldo Pomodoro L’inizio del tempo n. 2, un grande pannello del 1958 nel quale lo scultore condensa la propria ricerca “spazialista” prima di dedicarsi ai solidi euclidei e alle sue celebri sfere. “La mostra Edipo – L’abisso dell’anima presenta invece le opere di 18 artisti su una delle figure più potenti della mitologia antica, in un percorso ricco di suggestioni e sorprese con opere, fra le altre, di Pirri, Isgrò, Paladino, Ciacciofera, Basilè, Nitsch, Eustachio, Pisani, Pomodoro e il film di Pasolini.

L’evento clou è pero senz’altro la presenza a Parigi di una delle sculture più iconiche dell’intero Novecento: Forme uniche della continuità nello spazio è la scultura che Umberto Boccioni crea nel 1913 mettendo a frutto le sue riflessioni e le sue sperimentazioni precedenti. In questa scultura Boccioni realizza la sintesi di figura umana e movimento nello spazio, di forma e tempo, e con un sol gesto, una sola opera, Boccioni archivia 2500 anni di canone classico, dai greci e romani al classicismo del Rinascimento al neoclassicismo di Canova. Il suo “uomo in marcia” è una delle espressioni più eloquenti e plastiche del Manifesto Futurista e dell’intera ricerca estetica sul corpo.

“Abbiamo voluto quest’opera a Parigi per rimarcare il contributo che l’Italia ha dato alle avanguardie artistiche – spiega il direttore Antonio Calbi – le quali hanno avuto nella città di Parigi la loro fucina riconosciuta; per ricordare uno degli atti di nascita del Futurismo proprio qui a Parigi, con la pubblicazione su Le Figaro del Manifesto di Marinetti; per contribuire, a distanza, alla mostra Le Paris de la modernitè – 1905-1925, in scena al Petit Palais, mostra che dedica al nostro Futurismo una sala dell’esposizione, dove si possono ammirare un grande dipinto di Severini e uno di Carrà.”

Il “maratoneta” di Boccioni inaugura inoltre il ciclo Passions Olympiques, le proposte in omaggio alle Olimpiadi di Parigi 2024: Forme uniche della continuità nello spazio resterà a Parigi fino all’8 settembre, giornata di chiusura delle Paralimpiadi. La figura antropomorfa di Boccioni si staglia oggi, grazie al prestito di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, negli ambienti neoclassici dell’Hotel de Galliffet, e dialoga a distanza con le sculture di un altro grande artista qual è Rodin, all’altro capo di rue de Varenne. Ed è un riflettore in più sul Futurismo, che parte oggi da Parigi e si completerà in autunno nella grande mostra in preparazione alla GAM di Roma”.

“Stiamo preparando – ricorda il Ministro Gennaro Sangiuliano – una grande mostra sul Futurismo alla Galleria nazionale d’arte moderna. Per definire il movimento vorrei riprendere una frase di Benedetto Croce citata da Norberto Bobbio. Siamo tornati all’aria aperta.”