﻿{"id":4332,"date":"2023-11-15T16:37:49","date_gmt":"2023-11-15T15:37:49","guid":{"rendered":"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/?p=4332"},"modified":"2023-11-16T15:22:45","modified_gmt":"2023-11-16T14:22:45","slug":"comunicato-stampa-teatro-delle-ariette-teatro-da-mangiare-settimana-della-cucina-italiana-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/it\/news\/dall_istituto\/2023\/11\/comunicato-stampa-teatro-delle-ariette-teatro-da-mangiare-settimana-della-cucina-italiana-nel-mondo\/","title":{"rendered":"COMUNICATO STAMPA TEATRO DELLE ARIETTE \/ TEATRO DA MANGIARE? \/ SETTIMANA DELLA CUCINA ITALIANA NEL MONDO"},"content":{"rendered":"<p>In occasione della\u00a0<strong>Settimana della Cucina Italiana nel Mondo<\/strong>, l\u2019Istituto italiano di cultura di Parigi ha il piacere di ospitare tre repliche dello spettacolo\u00a0<strong>Teatro da mangiare?\u00a0<\/strong>il 15, 16 e 17 novembre.<\/p>\n<p>**<\/p>\n<p>S\u00ec, al\u00a0<strong>Teatro da mangiare?<\/strong>\u00a0si mangia davvero, si mangiano le cose che facciamo da ventuno anni, da quando \u00e8 cominciata la nostra vita di contadini.<br \/>\nSi mangiano le cose che coltiviamo e trasformiamo nella nostra azienda agricola, che tiriamo fuori dalla nostra terra. Seduti attorno a un tavolo, preparando e consumando un vero pasto, raccontiamo a modo nostro la nostra singolare esperienza di contadini-attori: dieci anni di vita in campagna e di teatro fatto fuori dai teatri.<\/p>\n<p><strong>Teatro da mangiare?<\/strong>\u00a0\u00e8 stato concepito in una cucina, la cucina della nostra casa delle Ariette. Noi facevamo le tagliatelle e intanto parlavamo con Armando Punzo e Cinzia de Felice che si erano fermati a dormire a casa nostra dopo lo spettacolo della sera prima.<\/p>\n<p><strong>Teatro da mangiare?<\/strong>\u00a0ha debuttato a Volterrateatro il 18 luglio 2000 e in questi anni si \u00e8 comportato come un vero e proprio organismo vivente crescendo, maturando e arricchendosi dell\u2019esperienza di oltre 900 repliche in giro per l\u2019Italia e l\u2019Europa.<br \/>\nDa allora tante cose sono cambiate nella nostra vita, ma la forza contagiosa di questo \u201cautoritratto\u201d, di questa pubblica confessione autobiografica, continua a sorprenderci. Siamo indubbiamente noi gli autori-artefici di questo spettacolo, ma c\u2019\u00e8 qualcosa che ci sorpassa, che lo rende autonomo, libero, di tutti e di nessuno.<br \/>\nAttorno al grande tavolo dove ci ritroviamo, attori e spettatori, a condividere il tempo di un pranzo o di una cena, succede qualcosa che non siamo in grado di spiegare. Si compie un rito cos\u00ec profondamente umano da catapultarci nel cuore del nostro presente, nell\u2019attimo assoluto del \u201cqui e ora\u201d, senza mediazione, nell\u2019evidente e disarmante verit\u00e0 delle nostre vite.<\/p>\n<p><strong>Antonio Calbi<\/strong> sullo spettacolo: <em>\u201cCi sono degli spettacoli che entrano nella nostra vita in modo diverso rispetto agli altri: ti penetrano nel profondo, toccando pezzi delle nostre biografie, i sentimenti pi\u00f9 segreti, che accarezzano le nostre sensibilit\u00e0. A me \u00e8 accaduto con spettacoli di maestri come Strehler, Ronconi, Brook, Wilson, Kantor, Dodin, Nekrosius, Bausch, Ono, Carsen e pochi altri. Poi ci sono spettacoli che sono vere e proprie esperienze, spesso fuori dagli schemi ordinari e fuori dai teatri: il Bucchettino della Raffaello Sanzio, l\u2019Edipo del Lemming, i teatri intimi della compagnia Cuocolo Bosetti, i lettini di Animanera, e prima ancora la Trilogia di Roberto Bacci a Pontedera. \u00c8 il caso anche di questo \u201cteatro da mangiare?\u201d Del Teatro delle Ariette di Bologna, cui gli spettatori prendono parte seduti intorno a un grande tavolo. Su quel tavolo, intorno a quella tavola- palcoscenico, si intrecciano le storie che i tre interpreti-cuochi ci donano. Le loro storie diventano le nostre storie, i loro sorrisi e le loro lacrime diventano le nostre. Un raro esempio di teatro di comunit\u00e0 e di autentica umanit\u00e0 che continua dal 2000 a commuovere spettatori di mezza Europa. Dovunque io sia approdato nel cammino della mia vita professionale, ho sempre portato con questo \u201cteatro di terra e di pane\u201d, come esempio di cultura diretta, umile e dunque purissima, come una sorta di manifesto di come noi italiani possiamo essere grandi anche quando apparentemente siamo poveri. Un teatro dell\u2019anima, senza sipario, che ci sfiora e ci nutre.\u201d <\/em><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro delle Ariette<\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro da mangiare?<\/strong><br \/>\nevento per 26 commensali<br \/>\ndi\u00a0<strong>Paola Berselli<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Stefano Pasquini<\/strong><br \/>\ncon\u00a0<strong>Paola Berselli<\/strong>,\u00a0<strong>Maurizio Ferraresi<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Stefano Pasquini<\/strong><br \/>\nregia\u00a0<strong>Stefano Pasquini<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In occasione della\u00a0Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, l\u2019Istituto italiano di cultura di Parigi ha il piacere di ospitare tre repliche dello spettacolo\u00a0Teatro da mangiare?\u00a0il 15, 16 e 17 novembre. ** S\u00ec, al\u00a0Teatro da mangiare?\u00a0si mangia davvero, si mangiano le cose che facciamo da ventuno anni, da quando \u00e8 cominciata la nostra vita di contadini. 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