﻿{"id":16928,"date":"2025-11-03T18:17:36","date_gmt":"2025-11-03T17:17:36","guid":{"rendered":"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/?page_id=16928"},"modified":"2025-11-05T13:28:48","modified_gmt":"2025-11-05T12:28:48","slug":"giugno","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/residenze-artistiche\/2025-2\/giugno\/","title":{"rendered":"Giugno: Matthieu Pastore"},"content":{"rendered":"<p><strong>Matthieu Pastore, tra mito e cronaca: il teatro come specchio dell\u2019invisibile<\/strong><\/p>\n<p>Nato a Lione da una famiglia cosmopolita, Matthieu Pastore porta in s\u00e9 una mappa di origini e migrazioni che sembrano gi\u00e0 un preludio al suo modo di intendere il teatro. \u00abUfficialmente sono mezzo francese e mezzo italiano \u2013 racconta \u2013 ma il mio cognome \u00e8 siciliano, da un ramo emigrato in Tunisia. Mia madre, Sanchez, \u00e8 spagnola, nata in Marocco. Mio padre, invece, \u00e8 francese ma anch\u2019egli nato in Tunisia\u00bb.<br \/>\nUna costellazione di identit\u00e0, lingue e storie che lo accompagna da sempre e che ritorna, sotterranea, anche nei suoi testi.<\/p>\n<p>Formatosi alla <strong>Scuola del Piccolo Teatro di Milano<\/strong>, Pastore \u00e8 oggi attore e drammaturgo riconosciuto: ha vinto il premio Hystrio sia per la recitazione sia per la scrittura \u2013 un caso raro. Dopo anni di lavoro come interprete, ha iniziato a dedicarsi sempre pi\u00f9 alla drammaturgia, un territorio che gli consente, dice, \u00abdi assumersi pienamente la responsabilit\u00e0 delle proprie parole\u00bb.<\/p>\n<p>Il suo nuovo progetto, <strong><em>La b\u00eate de Versailles<\/em><\/strong>, nasce dall\u2019antica leggenda della \u201cBestia del G\u00e9vaudan\u201d, una creatura misteriosa che nel XVIII secolo terrorizz\u00f2 la Francia profonda. \u00ab\u00c8 una storia che mi affascina fin da bambino\u00bb, spiega. \u00abI miei genitori mi portarono a Mende, nel cuore del G\u00e9vaudan. Gli abitanti si sentono ancora eredi di quella leggenda: per loro non \u00e8 un mito, \u00e8 memoria viva. Ma ci\u00f2 che mi interessa non \u00e8 la cronaca della bestia, bens\u00ec il modo in cui la si racconta, la rappresentazione\u00bb.<\/p>\n<p>Pastore rilegge la vicenda come <strong>una riflessione sul potere e sull\u2019animalit\u00e0 che lo abita<\/strong>: \u00abLuigi XV, preso in giro dalle gazzette europee perch\u00e9 incapace di fermare la bestia, rappresenta un potere che tenta di dominare la natura ma finisce per incarnarne la ferocia. C\u2019\u00e8 qualcosa di profondamente maschile, legato alla forza e al controllo. \u00c8 questa la vera \u201cbestia\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>A Versailles, racconta, \u00e8 andato non per ammirare le sale dorate che tutti conoscono, ma per esplorare \u201cl\u2019altro\u201d Versailles, quello del Trianon, \u00abdove il re e i nobili cercavano di ricreare la natura selvaggia\u00bb. Da questa tensione tra ragione e istinto, controllo e mistero, nasce il suo lavoro.<\/p>\n<p>Il mostruoso e il selvaggio, per Pastore, non sono categorie da temere, ma chiavi per comprendere ci\u00f2 che ci abita. \u00ab<strong>Ci affascinano perch\u00e9 ci riconosciamo in essi. Sono la parte di noi che non controlliamo, quella che ci spinge oltre i limiti, come accade nel teatro<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Del resto, il teatro per lui non \u00e8 un semplice strumento narrativo: \u00abSe vuoi raccontare una storia, basta un audiolibro. <strong>Il teatro \u00e8 l\u2019arte della rappresentazione, il luogo in cui ci si interroga sul rapporto tra la realt\u00e0 e la sua immagine. \u00c8 specchio, ma anche bugia, eco, mistica. \u00c8 il luogo dove parlano i morti<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>La passione per la scena \u00e8 nata quasi per caso: \u00abEro innamorato di un ragazzo che faceva teatro alle medie a Lione. Mi iscrissi al laboratorio solo per stargli vicino, e da l\u00ec fu un colpo di fulmine\u2026 per il palcoscenico\u00bb. Dopo un periodo di studi umanistici, torn\u00f2 al teatro, \u00abperch\u00e9 senza di esso stavo male\u00bb.<\/p>\n<p>Nel 2018, dopo un periodo a Parigi, inizi\u00f2 a scrivere per il Th\u00e9\u00e2tre Treize. \u00abNon avevo mai pensato di scrivere, ma ho vinto un concorso con una riscrittura del <em>Simposio<\/em> di Platone in forma di musical. Da allora, la scrittura \u00e8 diventata una parte fondamentale del mio percorso\u00bb.<\/p>\n<p>Oggi vive tra Napoli, Milano e Parigi. Napoli, confessa, lo ha conquistato: \u00ab\u00c8 la citt\u00e0 pi\u00f9 bella d\u2019Europa. L\u00ec \u00e8 bello lavorare, ma anche non fare nulla. \u00c8 una citt\u00e0 che ti ricarica\u00bb.<\/p>\n<p>Parallelamente, conduce laboratori di drammaturgia che definisce <em>ouvroirs<\/em>, officine creative nate dal desiderio di condividere il proprio metodo. \u00abHo chiesto ai partecipanti di scegliere un fatto di cronaca che li appassionasse, come la Bestia per me. Poi inventiamo delle <em>contraintes<\/em>, piccoli esercizi che scatenano l\u2019immaginazione. Credo che condividere il proprio modo di lavorare serva anche a migliorarlo\u00bb.<\/p>\n<p>La cronaca, per Pastore, \u00e8 la mitologia contemporanea: \u00ab<strong>Non mi interessa la cronaca nera, ma il modo in cui un fatto reale pu\u00f2 diventare mito<\/strong>. La mia <em>Tragedia coreana<\/em>, ad esempio, nasce da un caso di infanticidio avvenuto a Seul, ma \u00e8 una riscrittura di Medea. Parla dell\u2019amore che diventa distruzione, del sentirsi stranieri, non amati. Come Medea, molti di noi si sentono fuori posto, incapaci di comunicare davvero il proprio modo di amare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Il teatro<\/strong>, dice, \u00e8 proprio questo: \u00ab<strong>Un linguaggio che smaschera il linguaggio. Ci fa riconoscere ci\u00f2 che spesso nella vita non vediamo<\/strong>. Se una persona dice \u201ccome stai\u201d in un certo modo, a teatro lo capisci subito. \u00c8 l\u00ec che impari a leggere la verit\u00e0 dietro le parole\u00bb.<\/p>\n<p>Della sua formazione al Piccolo, sotto la direzione di Luca Ronconi, conserva un insegnamento profondo: \u00ab<strong>Ronconi ci diceva che l\u2019attore non recita, ma \u00e8 recitato dal pensiero<\/strong>. La parola nasce da qualcosa che spinge dentro, non si dice: accade. \u00c8 l\u2019azione a generare la parola, non il contrario\u00bb.<\/p>\n<p>Dopo anni tra Parigi e Milano, Pastore ha scelto di scrivere di pi\u00f9, di esporsi anche politicamente: \u00abForse finora non mi ero autorizzato a prendere posizione. Ma oggi sento la necessit\u00e0 di parlare della guerra, del potere, del presente. \u00c8 difficile restare neutrali\u00bb.<\/p>\n<p>Riflette infine sulla sua generazione, quella dei trentenni \u00aba cavallo tra l\u2019analogico e il digitale\u00bb. \u00abAbbiamo conosciuto le biblioteche e le cartoline, ma viviamo immersi nella velocit\u00e0 delle notifiche. Siamo una generazione un po\u2019 sovrastata, ma ancora capace di resistere\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E conclude con una parola che riassume il suo percorso: gratitudin<\/strong>e. \u00abSono grato a chi mi ha accolto, ma anche a me stesso, per avermi autorizzato a scrivere. Non \u00e8 scontato. \u00c8 il mio modo di dire grazie \u2013 agli altri e anche a me\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Matthieu Pastore, tra mito e cronaca: il teatro come specchio dell\u2019invisibile Nato a Lione da una famiglia cosmopolita, Matthieu Pastore porta in s\u00e9 una mappa di origini e migrazioni che sembrano gi\u00e0 un preludio al suo modo di intendere il teatro. \u00abUfficialmente sono mezzo francese e mezzo italiano \u2013 racconta \u2013 ma il mio cognome [&hellip;]","protected":false},"author":10,"featured_media":0,"parent":13060,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-16928","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/16928","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/10"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16928"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/16928\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16988,"href":"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/16928\/revisions\/16988"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/13060"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16928"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}