﻿{"id":13408,"date":"2025-04-15T11:20:43","date_gmt":"2025-04-15T09:20:43","guid":{"rendered":"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/?page_id=13408"},"modified":"2025-04-16T16:23:51","modified_gmt":"2025-04-16T14:23:51","slug":"lartista-residente-di-marzo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/it\/chi-siamo\/la-sede\/residenze-artistiche\/2025-2\/lartista-residente-di-marzo\/","title":{"rendered":"Marzo: Andrea Francolino"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Andrea Francolino<\/strong><\/h3>\n<p>Dialoga con Thea Romanello<\/p>\n<p><em>La conversazione \u00e8 stata ritoccata leggermente solo in alcuni punti per lasciare tutto, quanto pi\u00f9 fedele possibile all\u2019originale. Uno scambio nato senza preparazione di domande, camminando casualmente senza una meta prefissata, tra i rumori e gli ostacoli della citt\u00e0. Dove l\u2019audio era corrotto dal suono delle sirene, a causa di un inciampo o da un passaggio costretto tra i lavori stradali, \u00e8 stato sistemato rispettando il senso originale di questa riflessione a voce alta tra Andrea Francolino e Thea Romanello.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h6><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/1.jpg\" width=\"593\" height=\"414\" \/><\/h6>\n<h6><em><strong>Matera, realizzazione dell\u2019\u2019opera 40.66264,16.61108 24 giugno 2022, 06:40:18 \u2014 Foto Andrea Francolino<\/strong><\/em><\/h6>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Dall\u2019apertura, feconda abbondanza<\/strong><br \/>\n<em>Errare a Parigi con Andrea Francolino 21 marzo 2025<\/em><br \/>\n<em>\u201cAndrea Francolino \u00e8 l\u2019artista delle rotture, crepe e casualit\u00e0. Vive e lavora da vent\u2019anni a Milano, ma Andrea \u00e8 del Sud. Pugliese di nascita, \u00e8 cresciuto a Matera in un\u2019epoca in cui molti pensavano che Matera fosse in provincia di Bari, o che la Basilicata fosse la terra di un Cristo che si \u00e8 fermato a Eboli, la vergogna nazionale, come nel 1948 la defin\u00ec Palmiro Togliatti. Insomma, una terra senza grandi pregi.<\/em><br \/>\n<em>Lui, con il desiderio di diventare artista, e il suo amico che studiava fisica\u2026 seduti su uno di quei muretti nei Sassi, gambe penzoloni, di fronte allo spettacolo possente della Murgia con le chiese rupestri. rifacevano il mondo. \u00abSe devo dare una spiegazione psicologica alle mie crepe\u00bb \u2014 dice lui \u2014 \u00abmagari emergono anche dai Sassi di Matera\u00bb.\u201d<\/em><\/p>\n<p><strong>E questa crepa allora?<\/strong><br \/>\nPartirei da Esiodo, il poeta greco del VII secolo a.C., che diceva che il caos emerge dal disordine primordiale dove nacquero spontaneamente le divinit\u00e0 e da cui derivarono tutte le cose. Quindi quello che oggi noi pensiamo come il disordine in realt\u00e0 era il principio dell\u2019ordine. Da Esiodo ho tratto il termine \u201cSpazio beante\u201d per il titolo della personale (ndr. \u201cVenne all\u2019esistenza lo Spazio beante\u201d, inaugurata il 22 settembre 2022 alla Galleria Mazzoleni di Torino a cura di Lorenzo Benedetti) per \u201cbeante\u201d si intende l\u2019apertura, la fessura come principio del tutto. Nella mia ricerca, la rottura \u2014 la crepa o la voragine \u2014 diventa l\u2019origine di continue riflessioni che evolvono<br \/>\nin una direzione che non posso decidere a priori. Ecco perch\u00e9 ho impostato la residenza all\u2019Istituto Italiano di Cultura di Parigi sull\u2019errare per la citt\u00e0 alla ricerca di sensazioni, possibilit\u00e0, fratture, insomma variabili casuali. \u00c8 ovvio che sono stato nella parte centrale di Parigi, ho camminato tantissimo, ho percorso chilometri e chilometri\u2026 ho visto tutte quelle cose che passano inosservate alla gente, come una crepa schiacciata o la rottura di qualche elemento. Ho visto di tutto, dai quartieri pi\u00f9 improbabili, pi\u00f9 duri della citt\u00e0 ai quartieri pi\u00f9 patinati, pi\u00f9 turistici, i quartieri che sono l\u2019emblema che ogni citt\u00e0 fa vedere di s\u00e9 stessa, la parte pi\u00f9 storica, pi\u00f9 estetica, cio\u00e8 il paradosso che mi piace molto e che durante questa residenza ho cercato di vivere come emozione e ricerca.<\/p>\n<h6><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/2.jpg\" width=\"290\" height=\"515\" \/><br \/>\n<em><strong>4 Marzo 2025 Parigi ore 13.58.45. Foto, Andrea Francolino<\/strong><\/em><\/h6>\n<p><strong>Ecco perch\u00e9 l\u2019intervista\u2013passeggiata ti si addice tanto\u2026<\/strong><br \/>\nCerto, questa conversazione che stiamo facendo, errando per la citt\u00e0, probabilmente mi somiglia di pi\u00f9. \u00c8 un po\u2019 il fascino di questo elemento da cui parto. Se tu pensi\u2026 se magari facessimo una camminata indietro nel tempo e andassimo duecento anni indietro, probabilmente una cosa che troveremmo comunque e ancora sarebbe un albero, una crepa, una rottura. Perch\u00e9? Perch\u00e9 \u00e8 una cosa che \u00e8 sempre esistita. Probabilmente bisogna andare veramente lontano indietro nel tempo, non dico al Big Bang, ma quasi. Questa \u00e8 la cosa interessante, perch\u00e9 molti che hanno scritto su di me hanno accostato il mio lavoro a grandi autori come Alberto Burri, Richard Long o Fontana e questo evidenzia quanto la mia opera sia non solo contemporanea al passato, ma contemporanea al presente e spero che lo sia anche al futuro e questo cosa significa? Che la crepa rimane sempre la stessa, ma sono gli eventi intorno che cambiano. \u00c8 un elemento cos\u00ec universale dove la sua contemporaneit\u00e0 perdura inevitabilmente dal contesto che le sta intorno.<\/p>\n<h6><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/3.jpg\" width=\"557\" height=\"391\" \/><br \/>\n<em>Andrea Francolino: Venne all\u2019esistenza lo Spazio beante, Mazzoleni Torino, 2022, veduta dell\u2019installazione. Foto R. Ghiazza<\/em><\/h6>\n<p><strong>Parli spesso degli antichi greci\u2026<\/strong><br \/>\n\u2026s\u00ec, perch\u00e9 nell\u2019antica Grecia guardavano il cielo e cercavano di immaginare concretamente quello che era l\u2019universo, quindi fantasticavano, ma con una certa cognizione di causa. Ecco, fantasticare partendo dalla frattura, dal caos, dalla casualit\u00e0, ovviamente mi d\u00e0 la possibilit\u00e0 di realizzare degli argomenti anche molto contemporanei senza per\u00f2 la speculazione che si pu\u00f2 fare sull\u2019attualit\u00e0 che ci circonda e questo mi fa sentire libero. A questo proposito, mi viene in mente la mostra con la performance che ho fatto in Germania lo scorso anno (ndr \u201cDiversit\u00e4t\u201d, Giugno 2024, Galerie der Stadt Tuttlingen a cura di Anna\u2013Maria Ehrmann\u2013Shindlbeck): dieci ragazzi di origine, provenienza, etnia, credo\u2026 differente, hanno cominciato a rompere questo grande muro di pi\u00f9 di quindici metri con un martello e uno scalpello, partendo da lati opposti e per incontrarsi al centro del muro congiungendo il solco. In questo caso, la rottura diventava trait d\u2019union tra le loro diversit\u00e0. Rottura come equilibrio, casualit\u00e0 come principio di ordine. Ecco, questa \u00e8 una cosa che mi ha affascinato al punto da poterla contestualizzare oggi negli eventi contemporanei. Gli eventi contemporanei sono quelli di grandi disordini, di grandi diversit\u00e0, dove queste diversit\u00e0, sia in natura che in societ\u00e0, alla fine dimostrano che, se d\u2019accordo, sono di grandissimo equilibrio. Quindi la mia ricerca in questo caso diventa molto attuale perch\u00e9 pu\u00f2 affrontare tematiche universali. Sono curioso di cosa potr\u00e0 suggerirmi questa permanenza qui a Parigi e, sicuramente, tornato a casa, le nuove possibilit\u00e0 su questo lavoro esaleranno.<\/p>\n<h6><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/4.jpg\" width=\"558\" height=\"336\" \/><br \/>\n<em>Andrea Francolino, Performance video \u201cDiversity\u201d. June 7 2024 Galerie der Stad Tuttlingen, foto Nadja Dosterschill<\/em><\/h6>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/5.jpg\" width=\"564\" height=\"382\" \/><\/p>\n<h6><em>Andrea Francolino, performance video minuto 15, \u201cDiversity\u201d. Galerie der Stad Tuttlingen, foto Nadja Dosterschill<\/em><\/h6>\n<p><strong>Per fortuna, anche in citt\u00e0 la natura \u00e8 dappertutto\u2026<\/strong><br \/>\nQuesti sono bellissimi (ndr un fioraio nella rue du Bac che espone fiori e piante, invadendo lo spazio del marciapiedi e della strada) \u2026recentemente sono stato invitato alla mostra \u201cFlora\u201d, alla Fondazione Magnani Rocca, a cura di Daniela Ferrari e Stefano Roffi, dove sono state esposte 4 piante vere e 4 piante in calcestruzzo che cercano di somigliarle, della serie A\u2013Biotic. \u00c8 l\u2019eterna condizione da parte dell\u2019uomo di imitare la natura. La sua stessa evoluzione dipende da quello. D\u2019altronde, non dimentichiamo\u2026 Adesso noi abbiamo iniziato la nostra conversazione in modo molto caotico e questo \u00e8 anche il bello del conversare per strada\u2026 per\u00f2 la rottura \u00e8 l\u2019evoluzione del principio di disordine, di caos, e tutto quello che ne consegue \u00e8 una riflessione sullo stato dell\u2019uomo, quindi fra l\u2019uomo e la natura, il creato. Questo mi d\u00e0 anche la possibilit\u00e0 di poter affrontare queste tematiche senza doverle connotare per forza in una determinata cosa. Certo, poi emerge un grande esistenzialismo dal mio lavoro e questo mi appartiene. Qui mi viene in mente la grande crepa d\u2019oro dentro il muro che ho fatto in diversi luoghi. L\u00ec la crepa diventa rivelativa. Poi, ovviamente, questo mio errare \u00e8 spesso anche conosciuto all\u2019inizio del mio lavoro col fatto che io, andando in giro per il mondo, raccolgo le crepe con tre tecniche diverse. Prima, spargendo la polvere di cemento recuperato, poi con la polvere di terra e oggi sono nella fase dell\u2019acqua. Nel 2014\u20132015 ho iniziato a calcare delle crepe come questa, per esempio, sotto i nostri piedi (ndr una crepa sul marciapiede della rue du Bac), sulle quali spolveravo del cemento recuperato dai cantieri, che aveva gi\u00e0 avuto un processo di esistenza, adesivizzando una carta di tipo Hahnem\u00fchle, premevo sulla crepa realizzandone l\u2019esatta impronta. Questo \u00e8 quasi un paradosso: voler fermare un processo in divenire perch\u00e9, come dico sempre, la crepa \u00e8 una manifestazione oggettiva che spesso rivela il principio e l\u2019evoluzione delle cose, quindi, non \u00e8 n\u00e9 positiva n\u00e9 negativa. Quindi ecco, calco le crepe in giro per il mondo con la polvere di cemento e sotto ogni crepa metto una coordinata GPS che indica il luogo in cui si trova perch\u00e9 \u00e8 un\u2019arte del vero, \u00e8 un\u2019arte concreta: i minuti, i secondi e la data, quasi a volerla fermare nello spazio\u2013tempo.<br \/>\nPoi la tecnica \u00e8 evoluta, \u00e8 arrivata alla polvere di terra e oggi sono arrivato alla sintesi assoluta perch\u00e9 butto l\u2019acqua sulla crepa, imprimo il foglio che si bagna, entra e si adagia all\u2019interno della crepa, quindi il calco diventa scultoreo, pi\u00f9 che grafico, ma poi l\u2019acqua evapora e rimane solo la carta. Quindi rimangono i due gesti: quello del tempo e quello dell\u2019artista. \u00c8 il minimalismo assoluto: i due concetti di tempo, quello che passa e quello atmosferico, pi\u00f9 la mia azione.<\/p>\n<h6><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-13285 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/6-200x300.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 297px) 100vw, 297px\" srcset=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/6-200x300.jpg 200w, https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/6-682x1024.jpg 682w, https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/6-768x1152.jpg 768w, https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/6.jpg 883w\" alt=\"\" width=\"297\" height=\"446\" \/><br \/>\n<em>Andrea Francolino, venne all\u2019esistenza lo Spazio beante, Mazzoleni Torino. Veduta dell\u2019installazione A\u2013Biotic. Foto R. Ghiazza<\/em><\/h6>\n<p><strong>Sei gi\u00e0 sceso sul lungo Senna?<\/strong><br \/>\nS\u00ec, s\u00ec, ho anche scattato alcune foto per il nuovo progetto (ndr, progetto fotografico di cui si vedr\u00e0 il risultato a ottobre 2025, qui a Parigi, in collaborazione con CONTEMPORALIS Association Amis Art Contemporain France \u2014 Italie e Istituto Italiano di Cultura) e che sto portando avanti da quest\u2019ultimo dicembre, e no\u2026 la cosa affascinante \u00e8 anche quella\u2026 se tu rifletti insieme a me sul discorso della rottura che poi genera l\u2019ordine naturale, se noi vedessimo un fiume adesso con il satellite, andando tanto in alto, vedremmo questo fiume cos\u00ec da vicino e altro non \u00e8 che una grande casualit\u00e0, quasi somigliasse ad una crepa nella quale l\u2019acqua scorre, \u00e8 come se poi all\u2019interno del mio lavoro, quando porto avanti la mia ricerca, queste riflessioni universali non avessero mai una fine. Queste riflessioni ricominciano daccapo quando lo spettatore guarda l\u2019opera, \u00e8 come se fosse un\u2019opera oggettiva come la crepa stessa, affinch\u00e9 lo spettatore non ne venga escluso oppure non accetti la filosofia, il pensiero o la tematica dell\u2019artista, ma all\u2019interno di quest\u2019opera possa riflettere s\u00e9 stesso e tutte le considerazioni che ne conseguono perch\u00e9 non \u00e8 un concetto finito. Tutto quello che si pu\u00f2 dire non \u00e8 stato ancora detto.<br \/>\nPurtroppo, la crepa \u00e8 stata molto figurativizzata, banalizzata, no? Ogni volta che c\u2019\u00e8 un trauma, anche i giornalisti la pubblicano quasi fosse la sintesi simbolica per chiuderla ad un\u2019unica interpretazione. Ma in teoria, se noi andiamo a vedere dagli antichi greci, era da dove tutto \u00e8 nato, da dove tutto l\u2019ordine \u00e8 emerso. \u00c8 questo quello che mi interessa, contestualizzarlo nella contemporaneit\u00e0, il rapporto fra noi e le cose della natura, le cose del creato.<\/p>\n<p><strong>Siamo arrivati alla passerella Solferino, il ponte, il contrario della crepa\u2026<\/strong><br \/>\nQuesto fiume \u00e8 vita per molta gente. Non a caso le persone costruivano le loro citt\u00e0 a ridosso di questo. Quindi, all\u2019interno di questa fessura scorre un fiume oppure il fiume ha fatto in modo che questa fessura venisse a formarsi. Ecco perch\u00e9 la terza fase del mio lavoro di ricalco di crepe in giro per il mondo \u00e8 fatta con l\u2019acqua, perch\u00e9 poi l\u2019acqua evapora, lascia quel solco, quel tratto della verit\u00e0 da cui pu\u00f2 affiorare la bellezza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-13289 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/7-300x210.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 536px) 100vw, 536px\" srcset=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/7-300x210.jpg 300w, https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/7-1024x716.jpg 1024w, https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/7-768x537.jpg 768w, https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/7.jpg 1385w\" alt=\"\" width=\"536\" height=\"375\" \/><\/p>\n<h6><em>Foppato (BG), realizzazione dell\u2019\u2019opera 46.045203, 9.757553 17 marzo 2022, 15:39:04. Foto Andrea Francolino<\/em><\/h6>\n<p><strong>Dalla rottura\u2026 alla bellezza<\/strong><br \/>\nLa cosa affascinante di questo processo \u00e8 che spesso si nasconde, dietro questo evolversi del mio lavoro, anche un paradosso: l\u2019estetica di una rottura. \u00c8 gi\u00e0 un paradosso perch\u00e9 il 99,9% delle situazioni non cerca la bellezza nella rottura. E poi quell\u2019estetica emerge, ma emerge perch\u00e9 \u00e8 vera e perch\u00e9 tutti si trovano riflessi, perch\u00e9 ognuno ha il proprio vivere e la propria esperienza, la propria casualit\u00e0 di vita che lo porta a quel giorno l\u00ec e quindi, non lo so, sono tratti della verit\u00e0. Quando poi io<br \/>\nriporto quella frattura all\u2019interno del mio lavoro e lo espongo, altro non \u00e8 che il riportare quello che realmente \u00e8, non ho fatto artifici, ho semplicemente scelto un materiale reale, polvere di cemento recuperata, perch\u00e9 il cemento nasce polvere e ritorna polvere come molte cose nell\u2019umanit\u00e0 intorno a noi nascono polvere e ritornano polvere\u2026 quindi vedi? \u00e8 proprio il concetto dell\u2019evolversi della vita. Poi ho scelto la polvere di terra e dalla terra nasce la vita. La terra \u00e8 fertile e l\u2019acqua che cos\u2019\u00e8\u2026 l\u2019acqua \u00e8 vita.<\/p>\n<p><strong>Per\u00f2 quando numeri le tue crepe con le coordinate GPS oppure chiudi dei tuoi lavori all\u2019interno di un metro quadro, introduci un elemento che contraddice l\u2019idea di casualit\u00e0.<\/strong><br \/>\nPerch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si antepone il paradosso che emerge poi da questa riflessione: ovvero l\u2019uomo che cerca di calcolare tutto, qualsiasi cosa, e la casualit\u00e0 di una fenditura, di un frammento che non \u00e8 prevedibile a priori, quale sorte prende? Non a caso, nel mio passato sono andato a calcare le crepe anche sui confini dei paesi, ma perch\u00e9? Perch\u00e9 se tu vedi a livello geografico la mappa di quei paesi, i confini sono delle crepe, ma in realt\u00e0 sono delle linee casuali che gli eventi sociali hanno determinato, che l\u2019uomo ha definito, ma la crepa \u00e8 libera di andare da una parte all\u2019altra perch\u00e9 l\u2019uomo non pu\u00f2 controllare gli eventi. Per alcuni eventi pu\u00f2, per altri non pu\u00f2 prevederli e questo \u00e8 probabilmente ci\u00f2 che lo porta sempre ad evolvere nel tempo.<\/p>\n<h6><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-13295 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/8-300x200.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 521px) 100vw, 521px\" srcset=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/8-300x200.jpg 300w, https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/8-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/8-768x512.jpg 768w, https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/8.jpg 1386w\" alt=\"\" width=\"521\" height=\"347\" \/><br \/>\n<em>From 12 marzo 2015 to 12 marzo 2016. Polvere di cemento recuperato su carta Hahnem\u00fchle. Veduta dell\u2019installazione, Frittelli arte contemporanea Firenze. Foto Agostino Osio<\/em><\/h6>\n<p><strong>Hai parlato della mancanza di autoreferenzialit\u00e0 delle tue opere\u2026 secondo me \u00e8 impossibile non essere autoreferenziali in un\u2019opera d\u2019arte.<\/strong><br \/>\nL\u2019autoreferenzialit\u00e0 \u00e8 una cosa molto pi\u00f9 sottile. Io credo che ci siano molti artisti che espongono s\u00e9 stessi\u2026 pensa a Dal\u00ec, com\u2019era onnipresente nel suo lavoro. Quando parlo di un\u2019opera non autoreferenziale, \u00e8 quell\u2019opera che ti permette di poter riflettere tutto te stesso, te come fruitore. Inizia laddove lo spettatore pu\u00f2 evolvere il proprio pensiero all\u2019infinito, proprio perch\u00e9 \u00e8 un concetto universale. \u00c8 in questo che l\u2019autoreferenzialit\u00e0 dell\u2019artista fa un passo indietro per lasciare spazio al fruitore\u2026 \u00e8 come se fosse il libero arbitrio, \u00e8 la stessa cosa. Anche gli eventi sociali spesso sono causati da un libero arbitrio di qualcuno che riflette su quella cosa quello che lui \u00e8. Ecco perch\u00e9 la crepa \u00e8 la manifestazione oggettiva di un processo in divenire e quindi l\u2019apertura. Hai usato prima il termine \u201capertura\u201d e qui ritorniamo all\u2019antica Grecia dove \u201cbeante\u201d significava \u201capertura\u201d da cui emerge quel caos che poi oggi \u00e8 ordine. Quando vediamo la natura notiamo un equilibrio inspiegabile, dalla ciclicit\u00e0 dell\u2019acqua all\u2019armonia di alcuni paesaggi che nascono da una casualit\u00e0 di eventi che hanno preso la direzione dell\u2019ordine e dell\u2019equilibrio, quello che noi stiamo oggi rompendo. Quindi Francolino come fa a riflettere da questo sul senso della vita, sul senso delle cose, sull\u2019uomo e la natura? Riflette in questo senso: io guardo quella cosa e rifletto sugli equilibri. Ecco, \u2026immagina questo proiettare sessanta foto di crepe che cercano di coincidere con la vera che c\u2019\u00e8 dietro il muro oppure di coincidere con una vena di una lastra di marmo. Qui mi riferisco alla serie delle opere video dal titolo \u201cMinuto\u201d, foto di crepe tutte differenti, che scorrono ogni secondo al suono del ticchettio di una lancetta, nel tentativo di coincidere con una crepa sul muro, o con la vena di una lastra di marmo oppure con un ramo di albero\u2026 ecc\u2026 Questa \u00e8 la casualit\u00e0, il caos che si nasconde dietro la natura che invece genera ordine. \u00c8 come se io cercassi la mia teoria del tutto, ma che probabilmente non la trover\u00f2 mai\u2026 adesso non so se gli scienziati la troveranno, sono curioso.<\/p>\n<h6><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-13297 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/9-300x152.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 517px) 100vw, 517px\" srcset=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/9-300x152.jpg 300w, https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/9-1024x519.jpg 1024w, https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/9-768x389.jpg 768w, https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/9.jpg 1385w\" alt=\"\" width=\"517\" height=\"262\" \/><br \/>\n<em>Andrea Francolino, Minuto 14. Video proiezione. Galerie der Stadt Tuttlingen 2024. Foto Nadja Dosterschill<\/em><\/h6>\n<p><strong>Hai scritto questo: \u201cDa sempre mi chiedo perch\u00e9 l\u2019uomo evolva maggiormente nel materialismo e conseguentemente si allontani dalla natura, riducendo il legame con essa\u201d.<\/strong><br \/>\nIn effetti, sono i paradossi che si nascondono dietro le cose. Spesso l\u2019uomo, pi\u00f9 si circonda di materialit\u00e0, e pi\u00f9 si allontana da un vero senso delle cose e della vita. La nostra civilt\u00e0 sta riscoprendo un nuovo legame con la natura. Prima era molto pi\u00f9 antropocentrica\u2026 l\u2019uomo, pi\u00f9 aumenta la sua materialit\u00e0, e pi\u00f9 si allontana dalla natura, ma inevitabilmente, perch\u00e9 adesso siamo in una metropoli; quindi, la natura \u00e8 nel fiume, per\u00f2 costruisce s\u00e9 stesso in che modo? Prendendo gli elementi naturali e artificializzandoli, quindi, in teoria, allontana quegli elementi naturali dalla natura per la citt\u00e0. Per\u00f2 poi cosa fa? La natura \u00e8 fuori dalla citt\u00e0 e lui la ricerca, nel fine settimana, probabilmente accade come in tutte le grandi citt\u00e0, l\u2019uomo va a ricercare la natura. Quindi si \u00e8 allontanato dalla natura venendo in centro, venendo dove ci sono gli altri uomini perch\u00e9 ha bisogno di socialit\u00e0, per\u00f2 poi ha voglia di ritornare di nuovo nella natura e quindi la va cercando. Probabilmente lavora, guadagna dei soldi, per cosa? Per pagarsi il voler ritornare alla natura per andarsi a riposare. Quindi vedi che \u00e8 sempre un paradosso? E la scoperta dell\u2019uomo oggi di essere parte della natura e non pi\u00f9 a governarla \u00e8 dovuta anche alle fratture: i cambiamenti climatici sono delle manifestazioni rovinose che la natura sta cercando di dare all\u2019uomo come segnale, sta cercando di rifarsi spazio. \u00c8 come una radice all\u2019interno dell\u2019asfalto dove prima stavi inciampando, tu, Thea. E quindi che cos\u2019\u00e8? Vedi? \u00c8 la natura che emerge, rompendo quella artificialit\u00e0, quindi, paradossalmente, l\u2019uomo pi\u00f9 si artificializza, pi\u00f9 si allontana dalla natura, inevitabilmente, ma pi\u00f9 poi lo riporter\u00e0 ad avvicinarsi alla natura perch\u00e9 ne avr\u00e0 bisogno, perch\u00e9 se si allontana poi si ricorda che, in effetti, \u00e8 parte di quella cosa, quindi, \u00e8 come se fosse un gatto che si morde la coda, un infinito, una danza di Matisse. Non si pu\u00f2 identificare questa cosa. Il ciclo delle cose umane \u00e8 un continuo paradosso tra essere e divenire.<\/p>\n<p><strong>Te la ricordi la prima crepa?<\/strong><br \/>\nNo, ma ricordo di questo viaggio in Svizzera, credo fosse il 2009 o 2010 a Basilea, questo \u00e8 il motivo per cui ho scattato la foto a Parigi davanti al monumento degli Invalides (ndr, il primo giorno che Andrea ha girato per Parigi). Mi ha colpito questo fatto di dover chiudere le fessure del manto urbano per rendere tutto perfettamente ordinato, ma poi un raggio di sole ha fatto riflettere il lucido del materiale con il quale le avevano chiuse e altro non \u00e8 successo che quella cosa \u00e8 emersa ancora di pi\u00f9. Quindi, pi\u00f9 si cerca di nascondere una cosa e pi\u00f9 emerge. Questo \u00e8 rivelativo del mio essere stato qui, aver ritrovato probabilmente quella cosa da cui sono partito molti anni fa in Svizzera dove ero rimasto molto colpito dal fatto che loro chiudevano tutte queste crepe. Quanta meticolosit\u00e0 e quanto lavoro infinito, probabilmente perch\u00e9 io credo che lo stato dell\u2019esistere dell\u2019uomo\u2026 che appena ne chiudevano una, nel frattempo in un\u2019altra parte della citt\u00e0 se ne sar\u00e0 aperta un\u2019altra\u2026 \u00e8 come spolverare casa, continui a spolverarla sperando che prima o poi vada via tutto.<\/p>\n<p><strong>Andrea, parlami di te\u2026<\/strong><br \/>\nIo sono innamorato di due luoghi: della citt\u00e0 di Matera in cui sono cresciuto (ndr, Andrea \u00e8 nato a Bari ed \u00e8 arrivato a Matera verso i 4 anni), poi sono partito intorno ai<br \/>\n23 anni per Milano, \u00e8 da vent\u2019anni che vivo l\u00ec con la mia famiglia, ho lo studio l\u00ec. Mia moglie, invece, nata a Milano \u00e8 cresciuta sulle Dolomiti dove abbiamo una casetta\u2026 Sono molto compiaciuto di questa mia presenza tra Milano, Matera e il Bellunese. Ma almeno una volta all\u2019anno io devo andare a Matera dove ho i miei genitori, mio fratello che lavora l\u00ec, tanti amici. Perch\u00e9 poi sai che siamo tutti andati via per andare a cercare la nostra fortuna da qualche parte. Per\u00f2 io a Matera, non escludo che in futuro possa avere un punto d\u2019appoggio dove fare da vecchietto i miei sei mesi e sei mesi tra Milano, Matera e Neveg\u00e0l. Quando me ne sono andato io era una citt\u00e0 in cui tutti stavano gi\u00e0 credendo. Dopo che \u00e8 diventata capitale della cultura, la gente ha riconosciuto quella bellezza laddove si parlava dell\u2019aura della vergogna. Insomma, Pasolini se n\u2019\u00e8 accorto prima degli altri, di quanto fosse bella questa citt\u00e0 e quindi io questa bellezza gi\u00e0 la vivevo. Probabilmente se andassi a psicanalizzare il mio lavoro, pare che emerga questo aspetto: una citt\u00e0 dove si scavava per la vita, perch\u00e9 si scavava per raccogliere l\u2019acqua, si scavava quando nasceva un figlio per ricavare un altro spazio all\u2019interno delle grotte. Le abitazioni all\u2019interno della citt\u00e0 di Matera, se uno va a visitare la casa contadina tipica, quando solitamente nasceva una nuova vita si realizzava un altro ambiente, perch\u00e9 poi \u00e8 una pietra molto tenera, molto porosa e quindi\u2026 questa citt\u00e0 che nasce in un contesto naturale probabilmente mi avr\u00e0 forgiato in qualche modo, non riesco a spiegarmi diversamente del perch\u00e9 io alla fine nella rottura casuale, nella fenditura, nell\u2019apertura, nella crepa vedo le mie riflessioni infinite. Quindi, s\u00ec, sono molto legato a questa citt\u00e0, ci torno sempre con molto piacere, sono contento di vivere a Milano perch\u00e9 \u00e8 una citt\u00e0 che mi ha dato tanto. Qui, inoltre sono fondatore di questo spazio no\u2013profit (ndr, The Open Box, spazio nato a Milano nel 2015) insieme ad altri tre artisti e un curatore dove esponiamo progetti anche di giovani. Quindi posso permettermi oggi con altri colleghi di far vedere il lavoro di giovani artisti e grandi progetti, quindi, sai, \u00e8 una citt\u00e0 che mi ha permesso tanto. Detto ci\u00f2, in montagna trovo tanta natura esplosiva: le montagne italiane, le Dolomiti, le Bellunesi, le Trentine\u2026 sappiamo che sono luoghi magici, tra i pi\u00f9 belli che possiamo desiderare; quindi, essere circondato da queste bellezze inevitabilmente mi ispira.<\/p>\n<p><strong>Siamo nei giardini delle Tuileries, di fronte ad una scultura di Jean Dubuffet \u201cLe bel costum\u00e9\u201d<\/strong><br \/>\nSiamo in un luogo meraviglioso come Parigi, che \u00e8 una citt\u00e0 magnifica, in cui ci sono opere d\u2019arte meravigliose. Insomma, ringrazio anche l\u2019Istituto Italiano di Cultura e Contemporalis (ndr, l\u2019associazione Contemporalis Art Parigi) di avermi strappato via dal lavoro senza sosta e dell\u2019opportunit\u00e0 di concedermi dei momenti di contemplazione in questa citt\u00e0 piena di sorprese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-13303 img-fluid\" src=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/10-300x200.jpg\" sizes=\"auto, (max-width: 524px) 100vw, 524px\" srcset=\"https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/10-300x200.jpg 300w, https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/10-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/10-768x512.jpg 768w, https:\/\/iicparigi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/10.jpg 1234w\" alt=\"\" width=\"524\" height=\"349\" \/><\/p>\n<h6><em>Andrea Francolino, M2. Calcestruzzo, terra, oro, papislazzuli. Foto, R. Ghiazza. Courtesy Mazzoleni, London \u2013 Torino<\/em><\/h6>\n<p><strong>Tra il dentro e il fuori, tra la strada e il tuo studio, tra il viaggiare alla ricerca di crepe e il dare una forma concreta al tuo errare, cosa c\u2019\u00e8?<\/strong><br \/>\nNon lo so, ma mi viene in mente un episodio: quando dovevo lasciare lo studio a Milano, tre anni fa, perch\u00e9 mi aumentavano l\u2019affitto, ho deciso di comprarlo dopo averne visitati altri. Sono legato a quello studio per due motivi: il primo \u00e8 che mi dispiaceva lasciare i calchi del pavimento in calcestruzzo e il secondo \u00e8 che nei lavori che faccio di calchi di crepe in giro per il mondo, \u201cI Percorsi\u201d, che sono dei viaggi veri e propri, la prima crepa \u00e8 sempre quella che si trova all\u2019uscita del mio laboratorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Andrea Francolino Dialoga con Thea Romanello La conversazione \u00e8 stata ritoccata leggermente solo in alcuni punti per lasciare tutto, quanto pi\u00f9 fedele possibile all\u2019originale. Uno scambio nato senza preparazione di domande, camminando casualmente senza una meta prefissata, tra i rumori e gli ostacoli della citt\u00e0. 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