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Tout court. Un aperçu de l’art contemporain italien

 

Tout court. Un aperçu de l’art contemporain italien

In collaborazione con

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TOUT COURT

UN APERÇU DE L’ART CONTEMPORAIN ITALIEN

Adelaide Cioni, Roberto Fassone, Paolo Icaro, Emilio Isgrò,

Diego Marcon, Luigi Ontani, Mattia Pajè, Carol Rama

e una selezione di fotografie di opere negli spazi pubblici italiani

dalla piattaforma "Luoghi del Contemporaneo"

Mostra a cura di Saverio Verini

 

Vernissage giovedì 22 luglio 2021 ore 18.00

Apertura al pubblico dal 23 luglio al 30 settembre 2021

 

L’Istituto Italiano di Cultura a Parigi presenta Tout Court. Un aperçu de l’art contemporain italien, mostra collettiva a cura di Saverio Verini. Attraverso una ristretta selezione di autori, la mostra offre uno spaccato sull’arte italiana degli ultimi decenni, dagli anni Settanta a oggi, evidenziando alcune traiettorie in grado di delineare un possibile "carattere italiano".

Tout Court unisce artisti di diverse generazioni e dalle pratiche eterogenee – in alcuni casi veri e propri profili eccentrici, difficili da classificare –, le cui opere selezionate per la mostra sono accomunate da alcuni aspetti peculiari: il ricorso al piccolo formato, una postura ludica e irriverente, il richiamo a una visionarietà infantile.

Il percorso espositivo si articola in due parti. La prima, allestita all’interno dell’Istituto di Cultura, è divisa in tre stanze:

- la Sala dei Marmi, ambiente fastoso e riccamente decorato, vede la presenza di quattro opere di altrettanti artisti già attivi negli anni Sessanta e Settanta come Paolo Icaro (Torino, 1936), Emilio Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937), Luigi Ontani (Vergato, 1943) e Carol Rama (Torino, 1918 - 2015).

 

Paolo Icaro

Paolo Icaro, Per il volo di una farfalla (volano tre farfalle), 1969 - 2014. Vetro affumicato, 50 x Ø 25 cm. Courtesy: l'artista e P420, Bologna.

 

Si tratta di protagonisti consolidati dell’arte italiana, le cui ricerche puntano in direzioni diverse, mostrando un ampio spettro di attitudini e interessi: Per il volo di una farfalla (volano tre farfalle) (1969-2014) di Icaro è una campana di vetro affumicata, sulle cui superfici interne l’artista ha "registrato" il tentativo di una farfalla di librarsi verso l’alto; le tracce dell’animale sono rimaste impresse all’interno della campana, dando origine a una scultura animata da tensioni processuali e verticalità. Libro cancellato (1974) condensa in pochi centimetri la carica concettuale di Isgrò, la cui pratica – fondata sulla costante della cancellatura di testi, segni e immagini – è probabilmente tra le più riconoscibili e radicali nel panorama artistico contemporaneo. La fotocartolina di Luigi Ontani mostra l’artista nei panni di Cristoforo Colombo, proprio sotto la statua dedicata all’esploratore genovese, eretta a New York nel 1892 dagli italiani residenti negli Stati Uniti. L’immagine, pienamente rappresentativa della poetica di Ontani – contraddistinta da camuffamenti e dal desiderio costante di incorporare simboli della cultura italiana –, è stata realizzata nel 1975 e poi inviata via posta in Italia, aggiungendo così un ulteriore livello di lettura all’opera. Feticci (scarpa) (2003) è una delle rare opere scultoree di Carol Rama. Si tratta di un lavoro realizzato in più esemplari, modello in bronzo di uno dei soggetti più ricorrenti nella produzione dell’artista: la scarpa femminile con un inconfondibile sesso maschile incastrato all’interno, emblema dell’ironia dissacrante e provocatoria di Rama. Le quattro opere – accomunate da un formato contenuto, tutt’altro che “muscolare” – sono allestite sopra le quattro consolle in marmo, unici punti d’appoggio della stanza, e moltiplicate come in un gioco caleidoscopico dalle superfici specchianti che rivestono le pareti dello spazio.

- la Galleria ospita invece due opere video, rispettivamente di Roberto Fassone (Savigliano, 1986) e Diego Marcon (Busto Arsizio, 1985). Presentati su monitor collocati ai poli opposti dello spazio, i due video hanno a che fare con una dimensione ludica e infantile, suggerendo una spensieratezza camuffata, capace di sconfinare nel tragicomico.

 

Roberto Fassone

Roberto Fassone, Ball Don’t Lie, 2017. Video, 15'56". Courtesy: l’artista e FANTA-MLN, Milano.

 

In Ball don't lie (2017) Roberto Fassone si esercita in solitudine in un campo da basket, di sera. Tra un tiro e l’altro, sullo schermo appaiono in sovraimpressione delle domande di diverso tipo, ora serie ed esistenziali, ora ironiche e spiazzanti: se il tiro non va a bersaglio la risposta sarà negativa, se segna affermativa. La perentorietà dei quesiti stride con il carattere ludico e cadenzato dell’azione, generando tensione e aspettativa nell’osservatore; in Ball Don’t Lie la palla da gioco diventa sfera di cristallo – una specie di oracolo contemporaneo – ironizzando poeticamente sulla nostra ansia di prevedere il futuro e sul contrasto tra un’azione giocosa e spensierata, ma dalle ricadute potenzialmente destabilizzanti. Ludwig (2018) di Diego Marcon è una video-animazione della durata di pochi secondi, che si ripete in loop. Lo scenario è quello della stiva di una barca nel mezzo di una tempesta; protagonista è un bambino, che cerca di spezzare l’oscurità e la tensione del momento accendendo un fiammifero e intonando un canto, le cui parole risuonano tuttavia cupe, malinconiche. La canzoncina si interrompe in maniera improvvisa, quando il fiammifero si spegne, bruciando le dita del bambino. Con Ludwig, Marcon mette in scena un’opera animata da contrasti, in cui l’apparente leggerezza dell’animazione entra in frizione con il contesto claustrofobico della stiva, mentre il romanticismo e il pathos vengono stemperati dal gesto goffo con il quale il bambino si scotta la mano. Le opere di Fassone e Marcon evocano una voce interiore – un "fanciullino", per dirla con Giovanni Pascoli – che apre a una lettura del mondo intuitiva e lirica, in cui scoperta, ironia e senso tragico trovano un’inaspettata coesistenza.

- la Sala Quadrata accoglie quattro opere di Adelaide Cioni (Bologna, 1976). Si tratta di una serie di "dipinti cuciti", in linea con il linguaggio che caratterizza la poetica dell’artista. Realizzate per l’occasione, le opere sono assimilabili a enormi "collage" di tessuti di diversi colori applicati su tela, a formare delle immagini semplici, quasi elementari, eppure universali, archetipiche. Cioni si concentra sul paesaggio: il sole, una palma, una nuvola, una striscia di mare sono gli elementi che compongono questo scenario mediterraneo, capace di rimandare a un immaginario in cui si fondono ricordi d’infanzia e senso del gioco. Sintetiche ed espressive, le opere dell’artista dialogano idealmente con la parte esterna dell’edificio, che si apre nel giardino.

 

Adelaide Cioni 

 Adelaide Cioni, Nuvola, 2021. Lana cucita su lana, 109 x 138 cm. Courtesy: l’artista e P420, Bologna.

 

Da segnalare infine l’intervento di Mattia Pajè (Melzo, 1991), che ha disseminato nei diversi ambienti espositivi decine di ragni in scala reale, fatti in argento. Ragni (2020), questo il titolo dell’installazione, si segnala quasi come un’interferenza: ricorrente eppure ai limiti dell’invisibilità, la presenza dei ragni diventa il trait d’union tra le divere sale della mostra, caratterizzandosi per il suo carattere insieme "selvaggio" e prezioso. I piccoli animali diventano così inquilini discreti della mostra, occupando spazi interstiziali e invitando il visitatore a un esercizio di visione per rintracciarli nelle sale espositive.

Mattia Pajè

Mattia Pajè, Ragni, 2020. 49 ragni in argento, dimensioni variabili. Courtesy: l’artista. Foto: Gianluca Camporesi.

 

La seconda parte di Tout Court. Un aperçu de l’art italien si sviluppa all’esterno, nel giardino dell’Istituto Italiano di Cultura. In questo spazio sono allestite dieci fotografie (provenienti dall’archivio della piattaforma "Luoghi del Contemporaneo") che riproducono opere d’arte realizzate negli ultimi decenni all’aperto – nello spazio pubblico – in Italia. Stampate su pannelli d-bond, le immagini si presentano come grandi "cartoline" da un viaggio in Italia compiuto attraverso il filtro di opere d’arte a stretto contatto con il paesaggio urbano, la campagna, il mare, tra grandi città e luoghi eccentrici. Rappresentative di tendenze e approcci spesso agli antipodi, le riproduzioni fotografiche delle opere selezionate intendono ricomporre un panorama sfaccettato, un’Italia in miniatura che intende simbolicamente portare a Parigi delle opere intrasportabili.

Le fotografie delle dieci opere, ottenute grazie alla collaborazione con la Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, responsabile della piattaforma "Luoghi del Contemporaneo", luoghidelcontemporaneo.beniculturali.it (sezione Arte negli spazi pubblici, realizzata in collaborazione con Associazione Isole, campagna fotografica a cura di altrospazio con Turiana Ferrara), riproducono: Biglia, A14 Km 50 di Alessandra Andrini, lungo l’autostrada A14 nei pressi di Imola; Grande Cretto di Alberto Burri, a Gibellina; Teodelapio di Alexander Calder, a Spoleto; L.O.V.E. di Maurizio Cattelan, a Milano; Giano nel cuore di Roma di Pietro Consagra, a Roma; Monumento per un poeta morto di Tano Festa, a Villa Margi; W di Kinkaleri, a Bologna; Fontana Igloo di Mario Merz, a Torino; Lavorare, lavorare, lavorare, preferisco il rumore del mare di Ugo Nespolo, a San Benedetto del Tronto; Anello di Mauro Staccioli, a Volterra.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo, con testi di Diego Marani, Direttore dell’Istituto di Cultura di Parigi, Saverio Verini, curatore del progetto, e Giuseppe Garrera, musicologo, storico dell’arte e collezionista, prestatore delle opere di Emilio Isgrò e Luigi Ontani.

Il catalogo sarà presentato nella prima metà di settembre nell’ambito di una serie di iniziative collaterali e performance (attualmente in via di definizione) che avranno luogo all’Istituto Italiano di Cultura.

Tout Court. Un aperçu de l’art contemporain italien è stata realizzata grazie alla generosa collaborazione di Alexandra Wetzel (per il prestito dell’opera di Carol Rama), di Giuseppe Garrera (per il prestito delle opere di Emilio Isgrò e Luigi Ontani), della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura (per la concessione delle immagini provenienti dall’archivio della piattaforma "Luoghi del Contemporaneo"), degli artisti partecipanti e delle gallerie che li rappresentano: Ermes-Ermes (Diego Marcon), FANTA-MLN, Milano (Roberto Fassone), P420, Bologna (Adelaide Cioni e Paolo Icaro).


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