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Paolo Scheggi. Au-delà de la toile, exposition

 

Paolo Scheggi. Au-delà de la toile, exposition

 

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Paolo Scheggi, protagonista della neo avanguardia italiana degli anni '60, affonda le radici della sua ricerca artistica nel Rinascimento fiorentino, evolve nel clima dello spazialismo di Lucio Fontana e si impregna della cultura fenomenologica ed esistenzialista francese. Le sue opere sono presenti nelle principali collezioni pubbliche italiane ed internazionali, fra cui la collezione Peggy Guggenheim a Venezia e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

Paolo Scheggi. Al di là della tela, organizzata in collaborazione con Tornabuoni Art e l'Archivio Paolo Scheggi, è la prima mostra francese dedicata all'artista dalla sua partecipazione nel 1967 alla V Biennale de Paris. Attraverso la selezione di Zone riflesse e Intersuperfici bianche, blu e rosse, l'esposizione racconta la sua avventura creativa e umana.

In occasione dell'apertura della mostra, accogliamo Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou Metz e Michele Casamonti di Tornabuoni Art. Con la partecipazione video di Luca Massimo Barbero, autore del catalogo ragionato dell'artista, Massimiliano Gioni, critico d'arte e curatore, Ilaria Bignotti, coordinatrice scientifica dell'Archivio Paolo Scheggi e Cosima Scheggi, Presidente dell'Archivio Paolo Scheggi.

Mostra fino al 30 ottobre (dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00).

 

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Paolo Scheggi (Settignano, Firenze 1940, Roma 1971) è stato uno dei protagonisti della neo-avanguardia artistica italiana degli anni Sessanta, in direzione spazialista e monocroma.

Dal 1961 è a Milano dove stringe amicizie e collaborazioni con gli artisti più noti del periodo: da Lucio Fontana che diventa suo mentore sin dal 1962, ad Agostino Bonalumi; dai fondatori di Azimuth, Enrico Castellani e Piero Manzoni, agli esponenti dell’arte programmata e cinetica, da Gianni Colombo ad Alberto Biasi.

Le sue Intersuperfici, opere formate da tre tele sovrapposte e monocrome solcate da aperture irregolari ed ellittiche o perfettamente circolari, sono la matrice di una ricerca pluridisciplinare e unica nel suo genere, che in soli dieci anni at- traversa tutti i linguaggi, dalla pittura all’architettura, dalla moda al design, dalla poesia al teatro, e che viene analizzata dai critici più importanti dell’epoca, da Germano Celant a Carlo Belloli.

Già nel 1965 la sua opera è presente in mostre e pubblicazioni internazionali: Gillo Dorfles lo inserisce, sulle pagine della rivista parigina “L’Oeil”, nella cosiddetta Pittura-Oggetto; entra nel movimento della Nouvelle Tendance ed espo- ne con i Gruppi Zero e Nul.

Nel 1966 è il più giovane artista invitato alla XXXIII Biennale di Venezia, è a Parigi al XXI Salon des Réalités Nouvelles, Section Constructiviste, alla Kunsthalle di Bern nella mostra Weiss auf Weiss e a New York, alla Roland Gibson Art Foundation, in Italian Abstract Art.

Nel 1967 rappresenta l’Italia, insieme ad altri colleghi artisti, alla Cinquième Biennale de Paris. Manifestation biennale et internationale des jeunes artistes e alla Exposition International de Beaux-Arts de Montréal.

Dal 1968 la sua indagine si apre in direzione performativa: le sue azioni in spazi urbani affrontano i temi del rituale collettivo e anticipano il lungo periodo della Performance Art.

Gli ultimi due anni lo vedono impegnato in una ricerca concettuale e radicale, in dialogo anche con Vincenzo Agnetti, formata da environment neri, bianchi e specchianti attraversati da parole e musiche metafisiche.

Le sue opere fanno parte delle principali collezioni pubbliche italiane ed internazionali, come la collezione Peggy Gug- genheim di Venezia e la Galleria d’Arte Moderna di Roma.

 

 

CONTATTI STAMPA

 

Istituto Italiano di Cultura, Parigi

giulia.gentile@esteri.it

+33 (0) 1 85 14 62 61

Galerie Tornabuoni Art

info@tornabuoniart.fr

+33 (0) 1 53 53 51 51

 


Luogo:

IIC Paris

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